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Parco Da Vinci, rapinatori in gioielleria con parrucche e mascherine: sequestrata la commessa, bottino da 100mila euro

Parco Da Vinci, rapinatori in gioielleria con parrucche e mascherine: sequestrata la commessa, bottino da 100mila euro
di Marco De Risi
4 Minuti di Lettura
Venerdì 29 Aprile 2022, 06:53 - Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 09:24

Un colpo da professionisti. Mercoledì sera due rapinatori hanno preso in ostaggio la commessa di una gioielleria nel centro commerciale Da Vinci a Fiumicino. L'hanno legata ai polsi e alle caviglie. L'hanno rinchiusa in una stanza del negozio, liberandola solo a lavoro terminato, quando il bottino, circa 100 mila euro, era stato messo al sicuro all'interno di un sacco. Quindi si sono dati alla fuga. Armati di pistola, erano camuffati con parrucche e mascherine anti-Covid.
LA DINAMICA
Momenti di puro terrore, mercoledì alle 21.20 nel negozio Bluespirit, all'interno di un centro commerciale del Comune laziale. Del caso se ne stanno occupando gli agenti di Fiumicino e quelli della squadra mobile. La rapina sembra estratta da una scena dei film su Roma a mano armata degli anni 70. Da tempo non se ne vedeva una simile nei dintorni della Capitale.

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I banditi, secondo gli investigatori, sarebbero entrati in azione dopo avere eseguito parecchi sopralluoghi. Avevano studiato le vie di fuga in auto, conoscevano ogni dettaglio, compresi gli orari della gioielleria. Sapevano che in serata avrebbero trovato solo una commessa. Il negozio, d'altronde era sul punto di chiudere, all'interno non c'erano più clienti. Secondo le ricostruzioni, gli uomini hanno indossato le parrucche poco prima di agire, già dentro al centro commerciale. Quindi, l'irruzione, pistole in pugno. La commessa, una donna sulla trentina, allora è stata presa subito in ostaggio. Un bandito le ha puntato l'arma alla testa e l'ha immobilizzata, legandola con le fascette da idraulico. Così, l'hanno trascinata nello sgabuzzino.
Hanno avuto il tempo di prendere i gioielli esposti nelle vetrine. Pietre preziose, anelli, bracciali e collane, per un valore che supererebbe i 100 mila euro. Raccolto in un sacco il bottino, si sono ricordati dell'ostaggio.
IL RACCONTO
Hanno aperto la porta della stanza, ma non l'hanno slegata. La donna, a quel punto è riuscita a chiedere aiuto. Un commerciante l'ha ascoltata gridare, l'ha liberata e ha chiamato i soccorsi. In pochi minuti sono arrivati gli agenti del commissariato di Fiumicino e un'ambulanza, anche se la donna ha rifiutato il trasporto in ospedale. E a detta dei sanitari intervenuti sue condizioni sono apparse comunque buone.

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«Ho avuto una paura terribile - ha raccontato - Quei due sono entrati nel negozio e poi ho visto che uno aveva un'arma. Mi sembrava di stare dentro un film. L'uomo con la pistola me l'ha puntata alla testa. Poi mi hanno bloccato le mani ed i piedi con le fascette e mi hanno rinchiuso nello sgabuzzino. Ho avuto paura, non riuscivo a respirare bene. Dopo un po' di tempo sono stati gli stessi banditi a farmi uscire dalla stanza. Solo quel punto ho potuto chiedere aiuto. Quei due parlavano in italiano. Credo siano romani, non stranieri».
LA SCIENTIFICA
Gli investigatori hanno richiesto l'intervento della polizia scientifica che ha fatto un lungo sopralluogo nella gioielleria. Le immagini della telecamera potrebbero essere di estremo interesse per chi si sta occupando di far luce sul caso.

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I banditi sono infatti fuggiti su un'auto e, quindi, potrebbero essere stati ripresi da altre telecamere poste nella zona. Potrebbero fare parte di quei pochi criminali in città altamente specializzati in colpi del genere e proprio per questo già conosciuti dalla sezione antirapina della squadra mobile. Non sono pochi d'altronde i malviventi arrestati già in passato dalle forze dell'ordine in seguito a colpi analoghi a quello eseguito l'altra sera nel Comune di Fiumicino.
 

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