RAPINA

Roma, il record di viale Ciamarra: rapinato un negoziante su 2

Sabato 9 Novembre 2019 di Alessia Marani

Domiziana, 28 anni cassiera dell'Eurospin di viale Ciamarra, non si scompone più: «Erano in due, armati di coltello, ho capito subito cosa volevano, mi sono girata verso di loro e ho aperto il cassetto: gli ha detto bene, c'erano 2mila euro in cassa perché ci sentivamo più tranquilli. Solo due sere prima, qui di fronte, c'era tutto il mondo, la polizia, le istituzioni, le tv, per la rapina al Caffè Europeo e non credevamo che i delinquenti avrebbero avuto la sfrontatezza di tornare subito in azione». La commessa del supermarket dei record («almeno 6 rapine all'anno, il picco tra novembre e Natale») parla con la sicurezza dettata dall'esperienza accanto al titolare dell'attività, Massimo Pozzi. L'imprenditore ha stampato sul viso un sorriso amaro: «Ho un altro punto vendita a piazza Gasparri, a Ostia e lì non mi è mai successo niente, qua è un continuo».

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Viale Ciamarra, VII Municipio, ancora Cinecittà. A due passi c'è la Casilina, poco oltre Torbellamonaca. Un viale spazioso e a doppio senso, con la preferenziale nello spartitraffico. La zona è curata, abitata soprattutto da famiglie che hanno acquistato case degli enti. Le facili vie di fuga, però, ne fanno una delle mete privilegiate delle incursioni a mano armata. Per i supermercati da un anno e mezzo non c'è tregua: in media una rapina a settimana. Nel tratto centrale, un commerciante su due ha avuto a che fare con balordi armati. «L'ultimo colpo da noi - dicono al Carrefour - risale a un mese fa. Un cassiere è rimasto ferito, colpito con il calcio di una pistola alla testa». Stefano Bonanni gestisce il bar tabacchi accanto, ha messo 16 telecamere. «Le forze dell'ordine dovrebbero passare più spesso», poi ricorda una rapina subita. «Erano le 6 del mattino, è entrato un uomo con il casco e un revolver in pugno - dice - l'avevo scambiato per un cliente burlone. Invece, mi ha spinto nel retro e mi ha intimato di aprire la cassaforte, quando l'ho spalancata e dentro non c'era nulla, mi si è gelato il sangue. Gli ho detto: Se vuoi ho dei contanti da 20 e da 50 nel cassetto, quello si è preso i soldi e mi ha mandato pure a quel paese».

CORSI DI BOXE
Ogni negoziante ha una sua storia. Come Giziana che ha una lavanderia: «Ho imparato a tirare la boxe per difendermi. È un bel quartiere, ma molti vengono da fuori per commettere anche gli scippi o la classica truffa dello specchietto. A un dottore qua fuori hanno strappato via la borsa con tutti gli strumenti e i ricettari. Anni fa con il poliziotto di quartiere eravamo più sicuri». Alla sala scommesse Goldbet hanno rubato di notte con la tecnica dell'auto-ariete, per questo ci sono le sbarre antisfondamento davanti alle vetrine. «Lo stesso locale prima era occupato dalla Wind - spiega un residente - ma quel negoziante era andato via per la disperazione: furti continui». Avevano provato a entrare nottetempo anche al Caffè Europeo, lo stesso dove martedì si è consumata la rapina in cui è rimasto ucciso Ennio Proietti: nel locale erano stati trovati segni di effrazione. Qualcuno è riuscito anche a metterli in fuga i rapinatori, come il farmacista Domenico Sabatini: «Ho avuto la prontezza, o l'incoscienza, di rispondere: Vuoi i soldi? Apritela da solo la cassa, e quello è scappato». Anche il Todis era stato scambiato per un bancomat dalle batterie di rapinatori di borgata. Fino a quando la direzione non ha messo le telecamere ad alta definizione. Allora sono piovuti gli arresti. «Sappiamo che le forze dell'ordine hanno individuato l'uomo che con una donna è venuto a rapinarci per due venerdì di seguito a settembre», racconta Sandro. Che con gli altri dipendenti menziona un'altra rapina tanto clamorosa quanto incauta: «In quattro sono scesi armati da una Ford in retromarcia. Da un adesivo sullo specchietto, la polizia è risalita all'auto: era della mamma di un bandito».
 

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