Mattia, investito a Roma: chi era il 14enne travolto e ucciso all'Infernetto

Mattia, investito a Roma: chi era il 14enne travolto e ucciso all'Infernetto
di Mirko Polisano
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Mercoledì 10 Giugno 2020, 07:50

Mattia è sorridente in quella foto accanto a mamma Antonella e al fratellino Tommaso, con cui aveva un legame speciale. Indossava la sua maglietta preferita: quella di Totti e della Roma. Il calcio e i giallorossi erano la sua grande passione. Ne parlava con gli amici di sempre Lollo, Ryan e Paolo. Loro quattro erano il gruppo storico, i compagni di una vita. Quella vita spezzata lunedì sera al ritorno da una cena in pizzeria per festeggiare la fine della scuola, quando quel «proiettile» della Peugeot 108 ha centrato in pieno Mattia Roperto, ucciso a 15 anni in un quartiere di Roma mentre attraversa la strada sulle strisce pedonali. La tragedia dell'Infernetto ha lasciato tutto il quartiere nello sgomento.

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DOLORE E RABBIA
«Vorrei solo poter tornare indietro nel tempo - ha detto mamma Antonella che da lunedì sera non riesce a smettere di piangere - gli dicevo che non doveva andare via, che doveva restare con me e che avremmo dovuto fare tante altre cose belle insieme». Come quella vacanza in Puglia di qualche anno fa, o quella sognata al mare che stavano preparando per quest'estate così particolare. «Se non possiamo entrare in chiesa per i funerali a causa delle disposizioni previste dal Covid-19 - dice Angela Gadaleta, preside del liceo Democrito di Casal Palocco frequentato da Mattia - saremmo pronti a presenziare fuori mentre il coro della scuola si esibirà, poi andremo nel cortile dell'istituto per un momento di riflessione e ricordo». Ieri, nell'istituto si sono svolti gli scrutini via web, a causa del coronavirus: c'era anche Mattia. Promosso a pieni voti. «Andava molto bene - prosegue la preside - era un ragazzo studioso e molto educato». Il liceo ha anche organizzato una raccolta fondi da devolvere a un'associazione per le vittime della strada. La passione per la letteratura classica. Amava il latino, materia in cui andava molto bene. «Per questo - ha concluso la dirigente scolastica - organizzeremo a scuola una giornata che possa essere un messaggio di vita, magari approfondendo Seneca e dedicandola proprio a Mattia». Mattia è cresciuto tra queste strade che spesso attraversava a piedi o in sella alla sua bicicletta, altra sua grande passione.
 

 


LE GIORNATE
Gli amici ieri mattina lo hanno ricordato con scritte e fiori bianchi e gialli. Qualcuno ha lasciato la sua mountain bike vicino al luogo dell'incidente: «Così potrà pedalare tra le nuvole», dice un'amica. Dalla ricostruzione della polizia locale, Mattia stava attraversando con due amici. Avrebbero percorso il primo tratto di strada poi gli altri due vedendo l'auto arrivare sono riusciti a indietreggiare mentre lui non ha fatto in tempo ed è stato travolto. Quell'auto «arrivata come un missile», come hanno raccontato, sconvolti, gli amici ha spezzato troppo presto la vita di Mattia, portandosi via sogni, speranze e la spensieratezza dei tempi del liceo e dei suoi 15 anni, ancora da compiere.
 


 

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