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Roma, messaggi d'amore truffa: 26enne fa innamorare 50enne e gli "ruba" 22mila euro

La ragazza ha fatto invaghire l'uomo con «ripetuti messaggi» in chat. Per i pm è stata una truffa sentimentale. La giovane ha patteggiato 6 mesi di pena

Roma, messaggi d'amore truffa: 26enne fa innamorare 50enne e gli "ruba" 22mila euro
di Francesca De Martino
4 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 18:05

L'avrebbe riempito di messaggini d'amore in cui si dimostrava convinta di voler costruire un progetto di vita destinato a durare per sempre, nonostante la differenza d'età: 26 anni lei e 50 lui. Ma appena la vittima avrebbe iniziato a perdere la testa per la giovane donna, lei avrebbe approfittato di quel sentimento sincero facendosi consegnare dall'uomo, con diverse scuse, un totale di poco più di 22mila euro.

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Lo fa innamorare di lei per sottrargli 22mila euro

Per la Procura si sarebbe trattato di sentimenti finti, una messa in scena costruita ad arte per intascare decine di migliaia di euro. Per questi fatti Magdalena Tafta, originaria della Romania, ieri ha patteggiato una pena di 6 mesi. Con la scelta del procedimento speciale si è esclusa in automatico la costituzione di parte civile da parte della persona offesa. Il pm Vincenzo Barba contestava alla donna l'accusa di truffa.


L'ECCESSIVO ROMANTICISMO
I fatti risalgono al 2019. Secondo quanto ricostruiscono i magistrati nel capo d'imputazione, la Tafta avrebbe iniziato a inviare al 50enne «ripetuti messaggi dal contenuto sentimentale». Le conversazioni sarebbero avvenute su Whatsapp. In chat, i due si sarebbero scambiati cuoricini e frasi d'amore «tesi a prospettare i sentimenti provati», si legge dagli atti. E la 26enne avrebbe fatto credere alla persona offesa che sarebbe potuto diventare il compagno della sua vita, fantasticando su un futuro da costruire insieme. Così, per i pm, il 50enne si sarebbe invaghito dell'imputata non solo per il bell'aspetto e la giovane età, ma soprattutto per le frequenti attenzioni e il quasi eccessivo romanticismo. Lei avrebbe capito che l'uomo stava perdendo la testa, forse a tal punto da poter essere disposto a fare di tutto pur di renderla felice.


Così la donna, per l'accusa, avrebbe iniziato ad avanzargli delle richieste di denaro, accampando ogni volta una scusa diversa. «Mi servono per sistemare delle situazioni. Devo liquidare quelli che mi hanno portata in Italia per costringermi a prostituirmi». Queste alcune delle presunte bugie che avrebbe detto alla vittima pur di convincerlo a farsi dare i soldi. All'inizio si sarebbe trattato di cifre contenute. In base a quanto emerge dal capo d'imputazione, il 12 ottobre del 2019 si era fatta consegnare dall'uomo 2mila euro. Sei giorni dopo, invece, si era fatta caricare sulla Postepay appena 900euro. Il 31 ottobre avrebbe ottenuto la cifra più alta: 20mila euro, direttamente in contanti. Nello specifico, per i pm, la donna avrebbe agito con «artifizi e raggiri». E per ricevere quelle somme di denaro avrebbe «indotto in errore la persona offesa, in modo da procurarsi un ingiusto profitto con pari danno».


I PRECEDENTI
Ma non è il primo caso in cui una donna di giovane età e piacente si approfitta dei sentimenti di un uomo di gran lunga più grande di lei e con una buona disponibilità economica. Un'esperienza simile sarebbe capitata al principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa, ad opera della compagna bielorussa: in quel caso veniva contestata l'accusa di circonvenzione d'incapace a fini economici. A suo dire sarebbe stato circuito perché la giovane avrebbe ottenuto da lui macchine da 80 mila euro, un B&B, soggiorni a Milano, San Diego, Beverly Hills, Monte Carlo, Cannes, Svizzera, Maldive, Dubai, Argentario, Ponza. E poi bonifici su bonifici per circa 70 mila euro. Ma poi il nobile si era ricreduto e più volte aveva smentito tutto. Per ottenere una risposta gli investigatori si erano rivolti a uno psichiatra, per una consulenza.


A Frosinone, nel dicembre 2021, è capitato a una donna cinquantenne di cascare in una truffa di questo genere. Si era innamorata di un ingegnere petrolifero conosciuto attraverso i social, ma dietro c'era una banda, composta da richiedenti asilo specializzata nelle truffe sentimentali. Nel giro di pochi giorni si era fatta convincere a prestare al principe azzurro circa 12mila euro. Ad aprirle gli occhi un'amica che l'aveva poi convinta a denunciare l'accaduto.
 

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