ROMA

Roma, tentarono di investire i buttafuori del Qube: chiesto il giudizio per due fratelli

Martedì 21 Maggio 2019 di Enrico Lupino

La corsa in auto contro i buttafuori del Qube dei due fratelli Briscese finisce direttamente davanti al Tribunale. Almeno questo chiede la procura. Per Gabriele e Danilo, 27 anni il primo e 30 il secondo, i pm hanno chiesto il giudizio immediato, dopo aver notificato la chiusura delle indagini con la contestazione del tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale ai danni di due buttafuori senegalesi della discoteca in via di Portonaccio. Sarà ora il gip a decidere. Il fascicolo era stato aperto nel gennaio scorso dal sostituto Tiziana Cugini, i due si erano costituiti in Questura a dieci giorni dalla diffusione del video che li immortalava mentre premevano il piede sull’acceleratore, davanti ai cancelli di uno dei locali più conosciuti della movida romana, puntando gli addetti alla sicurezza. 

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È la notte fra il 26 e il 27 gennaio 2019, quando Gabriele e Danilo Briscese, noti all’autorità giudiziaria, si presentano al Qube. Chiedono di entrare. I buttafuori però gli sbarrano l’ingresso: gli avventori sembrano ubriachi. Ne nasce un diverbio, al quale assistono le decine di persone in fila davanti all’ingresso. Le telecamere di sicurezza del locale riprendono tutto e mostrano come i due non siano affatto soddisfatti del no imposto loro dalla sicurezza del Qube. Nel mostrare l’irritazione nei confronti dei buttafuori, cominciano a insultarli, anche con espressioni razziste, almeno secondo quanto contestato dagli inquirenti.  A questo punto i due escono dall’obiettivo degli occhi elettronici per rientrarvi violentemente. Secondo la ricostruzione dell’accusa, aiutata dal sistema di videosorveglianza, i Briscese sarebbero andati a recuperare l’auto a breve distanza, una Mercedes classe b di colore nero, e avrebbero tentato di investire gli addetti alla sicurezza del Qube, ferendo due dei buttafuori presenti e scatenando il panico fra la folla assiepata nei pressi dell’ingresso e in attesa di poter entrare.
 

 

Le vittime vengono trascinate sul cofano dell’auto per breve distanza, ma rotolano giù, sbattendo contro altre macchine in sosta. I feriti, fuori pericolo, fortunatamente dopo le cure dei medici, vengono trasportati in ospedale in codice giallo. Uno dei due se la cava con svariati punti di sutura sulla gamba, l’altro, più anziano, viene ricoverato per un trauma cranico e tenuto sotto osservazione per 24 ore. Il contestato tentativo di investire gli addetti della security avrebbe coinvolto anche alcune auto parcheggiate vicino all’entrata, danneggiate dall’urto e dalle successive manovre maldestre della fuga. Dopo poche ore, la Mercedes, ripresa dalle telecamere ,viene trovata in via Mammucari, in zona Colli Aniene. La fuga dei due fratelli termina però soltanto 10 giorni dopo, quando entrambi si costituiscono confessando in Questura. L’episodio aveva spinto polizia a sospendere la licenza al locale con un provvedimento cautelare di 15 giorni, motivato dai comportamenti della clientela, più volte segnalati anche dai comitati di quartiere a Casal Bertone. 

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