Quarantena violata, boom tra i cinquantenni: 200 "in fuga" ogni giorno a Roma

Quarantena violata, boom tra i cinquantenni: 200 "in fuga" ogni giorno a Roma
di Alessia Marani
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Sabato 25 Settembre 2021, 06:52 - Ultimo aggiornamento: 06:53

«Dotto', mi fa un tampone negativo?». Capita di sentire anche questa tra le richieste più assurde di chi vuole a tutti i costi evitare la quarantena. Ma con la ripresa del lavoro, delle scuole e delle attività sportive, specialmente quelle di squadra e con atleti più giovani, i contatti dei positivi in fuga stanno aumentando a dismisura. Almeno duecento persone al giorno secondo i calcoli dei tracciatori dei Sisp, i Servizi di sorveglianza sanitaria delle Asl capitoline, costretti a fare i salti mortali per stringere il cerchio attorno a chi, potenzialmente, potrebbe essere infetto e diffondere il virus. Tutte persone che sfuggono ai radar del tracciamento, mettendo in atto una serie di stratagemmi per sparire, non farsi trovare, negare persino l'evidenza. C'è addirittura chi invia pec e minaccia di fare scrivere dall'avvocato: «Mio figlio quel contatto non lo ha mai avuto». Tutti potenziali positivi liberi in giro.
E ai segugi delle Asl, a quel punto, non resta altro che alzare le braccia e mollare la presa: non hanno poteri coercitori. Tra i seriali della fuga, secondo i report, appaiono in pole position i cinquantenni alle prese con il riavvio dell'attività lavorativa e che, dopo il lockdown e tanti stop&go dovuti al semaforo delle zone rosso/gialle, pur di non fermarsi mettono a rischio se stessi e gli altri. Con loro ci sono mamme e papà di bambini e ragazzi che frequentano asili e scuole e che non sanno a chi lasciarli a casa. Ma anche cittadini stranieri, non in regola con il permesso di soggiorno, che sebbene raggiunti al telefono sono pronti a rispondere «io non parlo italiano».

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«Per i contatti vaccinati la quarantena è limitata a sette giorni - afferma il dottore Pier Luigi Bartoletti, a capo delle Uscar, le unità speciali anti-covid della Regione Lazio e medico di famiglia - eppure ormai in tanti, troppi hanno il terrore di doversi fermare. Non è un caso che a noi medici di famiglia si chiedano sempre meno tamponi, seppure siano gratuiti. Si preferisce farli in farmacia o comprare i kit al supermercato. Una volta un paziente mi ha espressamente chiesto se potevo fargli un tampone negativo. E come? Secondo lui non infilando tutto il bastoncino nel naso... Insomma, siamo al delirio».


LE BUGIE
È capitato per squadre di rugby e di calcio, tra colleghi di supermercati e in uffici professionali. «Si mettono d'accordo tra di loro, come anche tra coppie di fidanzati - spiega più di qualche segugio dei Sisp - quando c'è da dare l'elenco dei contatti, improvvisamente, diventano tutti non stretti, che si vedono occasionalmente, qualcuno fornisce vari attestati di sanificazioni avvenute, chi invia il protocollo con il quale garantisce di avere usato tutti i dpi». Non solo. «Gli allenatori di calcio si spaventano: non vogliono tenere gli allievi in panchina e saltare partite di campionato e sono pronti a giurare che i loro ragazzi non condividano gli stessi spazi». Spesso, l'impressione è che il primo che riceve la telefonata dalla Asl si annoti il numero e metta in guardia gli altri: «Non rispondete». Così i telefoni di potenziali positivi squillano a vuoto. Se dai Sisp fanno sapere che «fortunatamente il rischio di conseguenze pesanti sono contenute poiché è al momento contenuto il numero dei positivi e dei focolai», in alcuni territori della Asl 2, dal Tiburtino, alla Romanina, passando per la Tuscolana, dove nell'ultimo periodo si sono registrati focolai in scuole e campi sportivi, l'allarme è alto e si teme che con le scuole a regime, il fenomeno possa impennarsi. «Un tracciamento reale in queste condizioni non è più possibile - conclude Bartoletti - Tolti i contatti stretti per antonomasia, quelli con i conviventi, risalire agli altri si fa più complicato e la catena si spezza subito. Ma ricordo che nessuno è esente da rischi e un comportamento superficiale potrebbe, al contrario, potere fare rifermare tutti tra poco tempo».

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