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Pugile pusher in manette: Gaetano Longobardi e la droga nascosta in garage ad Acilia

Pugile pusher in manette: Gaetano Longobardi e la droga nascosta in garage ad Acilia
di Erika Chilelli
4 Minuti di Lettura
Sabato 16 Luglio 2022, 07:51

Era un pugile, sì, ma anche un pusher di prim'ordine, per la Procura: il traffico di stupefacenti avveniva alle Terrazze del Presidente, in via di Acilia, un complesso residenziale esclusivo con servizio di vigilanza attivo per tutto l'arco della giornata. La sua attività di copertura? Proprio lo sport. Già, perché nel garage di casa, dove avvenivano gli scambi, Gaetano Longobardi, tra le bustine in cui nascondeva la droga, allenava anche giovani promesse del pugilato. Così la sua attività secondaria, ben più redditizia dello sport praticato, passava inosservata. Complice anche la reputazione del quartiere residenziale, in cui nessuno avrebbe mai sospettato che avvenissero traffici illeciti. O almeno così pensava il 52enne romano, fino a quando non è stato scoperto dai Carabinieri della Stazione di Roma Acilia, che lo hanno arrestato.

IL SEQUESTRO

Nella sua palestra improvvisata c'erano 13 chili di hashish e 2,5 chili di marijuana, oltre al materiale per il confezionamento e il taglio delle sostanze, e 1.500 euro in contanti. Dopo l'arresto, durante il giudizio direttissimo, il legale del pugile aveva chiesto un rito abbreviato, in attesa del quale il giudice aveva disposto per l'imputato gli arresti domiciliari. Ieri, la sentenza è stata pronunciata al Tribunale di Roma in composizione monocratica: l'uomo dovrà scontare 3 anni di reclusione e pagare una multa di 8mila euro.
I fatti risalgono al 23 maggio del 2022.

Longobardi si trova all'esterno del suo garage, sembra in attesa di qualcuno. Al suo cospetto si presentano due carabinieri in borghese della Stazione di Roma Acilia. Gli viene chiesto un documento di identità che l'uomo fornisce senza alcuna resistenza, ma prima che gli ufficiali abbiano modo di fare ulteriori domande, Gaetano li precede fornendo una valida spiegazione sul perché si trovi lì, in piena estate alle quattro del pomeriggio: «Sono un pugile e nel box, adibito a palestra, alleno aspiranti pugili». Una frase che non ha convinto i militari. Nei giorni precedenti, infatti, durante i giri di pattuglia erano venuti a conoscenza dell'attività secondaria svolta dall'uomo all'interno del garage, sospettando che il pugile rifornisse periodicamente vari acquirenti. All'uomo viene chiesto se possieda sostanze stupefacenti, ma lui minimizza rispondendo di avere solo hashish, che utilizza per «fare qualche spinello», si legge nel verbale d'arresto. Eppure, una volta entrati all'interno della palestra improvvisata, i due carabinieri non trovano solamente un uomo che si allena, né quella poca quantità di sostanza stupefacente confessata dal pugile, ma un vero e proprio shop improvvisato di droga: 13 chili di hashish e 2,5 chili di marijuana disposti e suddivisi con cura in una decina di bustine di plastica e nascosti in della carta forno. Dietro un frigorifero, anche il tesoretto guadagnato - per l'accusa - con l'attività: circa milleduecento euro. Ieri il giudice ha disposto anche la confisca del materiale utilizzato per la preparazione e il taglio delle sostanze stupefacenti e delle droghe rinvenute nel locale garage.

IL PRECEDENTE

Non è la prima volta che un appassionato di pugilato finisce nei guai per stupefacenti. Solo un mese fa, infatti, il pugile 37enne Mario Scafi, conosciuto come Matrix, era stato trovato con della cocaina in casa dalla Polizia, insospettiti dal continuo via vai di soggetti che si aggiravano attorno all'abitazione. È stato proprio lui a indicare agli agenti il nascondiglio della droga. In udienza, dove ha richiesto un patteggiamento, ha dichiarato: «Sto passando un momento difficile».

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