Covid, lockdown e ripartenza: nella Capitale sempre più donne scelgono il pugilato

Covid, lockdown e ripartenza: nella Capitale sempre più donne scelgono il pugilato
di Camilla Mozzetti
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Sabato 18 Luglio 2020, 15:06

Srotolano le fasce e sono pronte ad annodarle strette ai polsi, coprendo con precisione le nocche delle mani, prima di calzare i guantoni e iniziare a sferrare diretti, ganci e montanti. Chi resta ancora dell'opinione che la boxe o la “kickboxing” siano sport prevalentemente ed esclusivamente maschili, dovrà ricredersi giacché da tre anni a questa parte sono aumentate a Roma con una media variabile tra il 30 e il 40% le donne che hanno deciso di salire sul "ring".

E anche in queste settimane, dopo il “lockdown” per l'emergenza Covid-19 e a fronte della ripartenza lo scorso 2 luglio per gli sport da “contatto” le palestre della Capitale hanno segnato un aumento di giovani e signore che sono andate a informarsi per iscriversi ai corsi. I motivi di questa crescita sono diversi: migliorare la difesa personale, in una città come Roma dove le aggressioni continuano ad aumentare (basti vedere l'attività svolta dai 7 centri antiviolenza del Campidoglio), stimolare maggiormente i riflessi, trovare anche un modo per “sfogarsi” e combattere così ansia e stress fino alla ragione più squisitamente edonistica: approcciarsi a uno sport che, soprattutto nella variante della “kickboxing”, migliora e sviluppa maggiormente i muscoli delle gambe.

«In questo particolare periodo l'aumento delle richieste - commenta Simone Scaglia, personal trainer sport Specialist Coni e Tecnico sportivo pugilato Fpi - è stato prodotto da due fattori: la necessità di uscire fuori da un "lockdown" scandito in alcune occasioni da episodi spiacevoli anche dentro le mura domestiche e il bisogno di trovare qualcosa per scaricare l'affaticamento mentale accumulato in questi mesi di privazioni indotto dall'emergenza sanitaria. Il discorso di apprendimento per la difesa personale si unisce a quello puramente estetico ma oltre a questo, dirimente diventa l'allenamento sulla propria autostima perché gli sport da combattimento formano mentalmente: non è solo importante sapersi difendere per rispondere eventualmente a un'aggressione ma è fondamentale saper gestire tante situazioni per poterne poi uscire».

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Secondo la Federazione di pugilistica italiana dal primo gennaio 2019 ad oggi sono 695 le atlete amatoriali tesserate nella Capitale, nel 2018 erano 661 e nel 2017 erano 508. C’è stato dunque un incremento importante ed i numeri sono in continua crescita in conseguenza dell’espansione del pugilato dilettantistico olimpico (AOB) che oggi conta su un numero importante di atlete prese ad esempio per capacità tecnica, concentrazione e grande serietà, oltre che per i risultati raggiunti (la Nazionale Femminile è tra le più competitive a livello mondiale). Sono 21.649 gli atleti tesserati nel 2019 di cui il 30% donne protagoniste di 131 incontri femminili.

La crescita degli atleti tesserati è evidente anche relativamente alle donne (under 18 in prevalenza, studentesse e lavoratrici), ma anche con un incremento delle under 35, soprattutto madri che in alcuni casi si allenano con le proprie figlie, come dimostra il trend del pugilato amatoriale nelle case famiglie di Roma.
 

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