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Roma, arrestato prof delle medie: il docente adescava le minorenni su Instagram

Sui social nascondeva l’identità dietro il nome Leledimaggio e si spacciava per un coetaneo delle giovani vittime adescate

Roma, arrestato prof delle medie: il docente adescava le minorenni su Instagram
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Sabato 18 Giugno 2022, 00:11

Su Instagram si faceva chiamare “Leledimaggio”, aveva coniato questo nickname ad hoc per coprire la sua vera identità, ovvero quella di un professore di scuola media, classe 1972, che è stato arrestato l’11 maggio scorso dalla polizia postale al termine di un’indagine coordinata da due procure - Brescia e Reggio Calabria - per violenza sessuale, adescamento, pedopornografia, sostituzione di persona. Nel suo cellulare, un’iPhone poi sequestrato, gli investigatori hanno trovato 144 tra video e foto di minori, ragazzine tra i 12 e i 13 anni svestite o completamente nude.

Le adescava così, proprio sui social spacciandosi anche per un coetaneo o un giovane di 17 anni attraverso la manipolazione delle sue foto personali con un software capace di alterare la fisionomia facendolo credere più giovane. L’uomo un professore che per mesi ha coperto incarichi di supplenza in diverse scuole della Capitale, è stato scoperto dopo che la madre di una delle sue vittime ha sporto denuncia. Siamo a Brescia ed è il marzo dello scorso anno quando questa donna notando un comportamento strano nella figlia, decide di visionarne il cellulare trovando appunto quelle foto e i messaggi che la piccola, 13 anni appena, si scambiavacon “Leledimaggio”. Da qui è partita l’inchiesta che ha interessato anche la Procura di Reggio Calabria poiché il docente, pur venendo poi arrestato a Roma dove viveva a casa di amici, risultava residente a Siderno. 

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LE VITTIME

Nella sua rete erano finite centinaia di ragazzine che vivevano nella Capitale, a Brescia appunto, ma anche a L’Aquila e Monza. Il modus operandi dell’uomo senza figli a carico né sposato era sempre lo stesso: navigava sui social, Instagram in primis, tentava l’approccio mettendo like o scrivendo messaggi a commento di foto su profili aperti. Poi iniziava con le richieste. Le ragazzine mandavano scatti audaci e video in cui si facevano vedere nude lui teneva quel materiale per sé. Le indagini hanno escluso che quel materiale fosse stato inviato dall’uomo ad altri soggetti. Raccolti gli elementi sufficienti a contestargli una sfilza dei reati il fermo tuttavia non è stato semplice. 

LE INDAGINI

Dopo la prima denuncia, il professore è stato perquisito a settembre del 2021. La polizia lo ha rintracciato in un albergo della Capitale e ha portato via cellulare ma anche un microfono che utilizzava per le conversazioni on-line. Analizzando tutto il materiale si è potuto accertare che non si trattava di un solo caso, che le minori cadute nella sua rete erano moltissime ma al momento dell’arresto dell’uomo si erano perse le tracce. Sembrava essere diventato un fantasma. Le sue supplenze nelle scuole di Roma si erano interrotte lo scorso gennaio ed anche con l’Ufficio scolastico regionale è stato un lungo lavoro ricostruire la sua “carriera”, ma alla fine il professore è stato tradito proprio da quel microfono che gli era stato sequestrato e a cui era particolarmente interessato. Ha compiuto un passo falso cercandolo e palesandosi così alla polizia che è riuscita ad arrestarlo l’11 maggio scorso mentre da qualche settimana soggiornava a casa di amici sempre nella Capitale, città da dove per mesi ha adescato on-line delle minori.
 

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