Prima Porta, scambio di salme nella tomba. Nuova inchiesta sul cimitero

Prima Porta, scambio di salme nella tomba. Nuova inchiesta sul cimitero
di Adelaide Pierucci
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Venerdì 16 Ottobre 2020, 00:37

Per trent’anni portano i fiori sulla stessa tomba, la lucidano, piangono, recitano preghiere. E poi l’orribile sorpresa: nella bara non c’era il compianto, ma un altro cadavere. Del proprio defunto, nel frattempo, si sono perse le tracce. L’ultimo scandalo nel cimitero di Prima Porta è scaturito da uno scambio di salme, venuto alla luce con una estumulazione. Ora c’è un morto scomparso e un cadavere a cui dare un nome. I parenti del compianto irrintracciabile hanno denunciato e la procura ha aperto un fascicolo ipotizzando per ora il reato di sottrazione di cadavere. Il giallo si è aperto qualche giorno fa, dopo il tentativo di recupero dei resti di un defunto, un uomo di mezza età deceduto negli anni Novanta.

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Dopo trent’anni di tumulazione, infatti, i loculi vanno liberati e restituiti. In questo caso, però, il cadavere è rimasto mummificato. Gli operatori allora devono avvertire i parenti per decidere come procedere alla nuova tumulazione. La raccolta delle ossa non è possibile. Occorre una nuova sepoltura o la cremazione. Alla nuova riapertura della bara, in presenza di un familiare, così, si scopre l’impensabile. Il morto era un altro. Non il compianto. Il caso finisce in procura e il pm Pietro Pollidori, titolare di altre inchieste sul camposanto al Flaminio, avvia gli accertamenti. È improbabile che il cadavere sia stato proprio rubato, ma l’ipotesi di uno scambio invece è possibile. Allora bisognerà accertare quando e come è stato commesso l’errore, nel tentativo anche di recuperare la salma di cui si sono perse le tracce e magari dare un nome a quella ritrovata. A sporgere denuncia i familiari del defunto scomparso. «Vogliamo capire cosa sia successo».

Le ombre sul camposanto Flaminio diventano così sempre più fitte. Da gennaio sul cimitero si sono abbattute altre inchieste della magistratura. Dallo scandalo delle finte cremazioni, con la segatura nelle urne cinerarie al posto delle ceneri, all’orrore dei cadaveri sezionati, per eliminare le salme mummificate. Fino al caso dei feti seppelliti su cui sono stati messi i nomi delle madri sulle croci. Il sistema delle finte cremazioni è stato scoperchiato a gennaio. Il pm Silvia Sereni indaga per truffa e ha già iscritto nel registro degli indagati una decina di persone. Per ora solo dipendenti e titolari di agenzie funebri. Il fatto che questi ultimi possano aver contato sull’appoggio di qualcuno, che lavora al cimitero, è più di una mera ipotesi. Una indagine dei carabinieri ha portato a un’altra vicenda parallela, quella riguardante un cadavere sezionato e poi buttato nell’ossario comune. Tutto alla luce del sole tra gennaio e febbraio scorso. A offendere i cadaveri per arrotondare lo stipendio erano stati alcuni dipendenti Ama e 4 impresari funebri. In questo caso la maxi inchiesta è stata già chiusa dal pm Pollidori con accuse che vanno, a seconda delle posizioni, dalla truffa alla corruzione, dall’induzione alla corruzione al vilipendio di cadavere.
 

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