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Roma, salgono i prezzi di bar, ristoranti e hotel: scontrini su del 25%. «C'è l'ombra della speculazione»

Confesercenti: «I gestori pagano molto di più per le materie prime e l’energia»

Roma, bar, ristoranti e hotel stangata sui prezzi: scontrini su del 25%
di Francesco Pacifico
5 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 00:14 - Ultimo aggiornamento: 15:53

Il caffè è stabilmente sopra l’euro e dieci. Il vecchio cono da due euro o due euro e cinquanta è, almeno in Centro, una chimera. Un piatto di pasta, anche con il condimento più semplice, non costa meno di 10 euro. Quanto un cocktail con liquori di media qualità. Mentre una camera d’albergo viene quotata in media 165 euro. Nella Capitale la stagione in corso - con il pienone dei turisti e la metà dei romani rimasti a casa - rischia di passare alla storia come l’estate dei grandi rincari. Soprattutto sulle principali voci legate al mondo della ristorazione e della ricettività. Ammette senza mezzi termini Claudio Pica, leader capitolino della Fiepet Confesercenti: «Certo che i prezzi sono aumentati: dall’inizio dell’anno quelli dei bar del 12 per cento e quelli dei ristoranti del 20. E secondo me sono saliti troppo poco rispetto a quanto noi titolari dei locali paghiamo in più per le materie prime e l’energia. L’unica voce fissa che non ha registrato rincari è stata quella del personale». Gli fa eco dal mondo degli hotel Roberto Necci, vicepresidente di Federalberghi: «Una stanza costa tra il 20 e il il 25 per cento in più rispetto all’anno scorso. Però è tutto più caro: noi per esempio paghiamo il 18 per cento in più soltanto di lavanderia».

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L’INFLAZIONE

In ogni caso questi aumenti, di primo acchito, sembrano più alti del dato nazionale dell’inflazione (+7,9 per cento a luglio), che però misura tutta la filiera produttiva di un singolo bene. Ma per capire che cosa sta succedendo a Roma, bisogna mettere assieme diversi fattori. Sicuramente si deve partire dall’impennata dei prezzi dell’energia dopo l’avvio della crisi russo-ucraina: l’elettricità tra il primo trimestre 2021 e quello del 2022 è cresciuta dell’81,3 per cento e il gas del 46. E gli stessi trend le hanno registrati le quotazioni delle materie prime e della componentistica. Poi si scontano ancora gli effetti la crisi generata dal Covid, che ha messo in ginocchio oltre 4mila locali tra Roma e Provincia. Infine c’è da considerare il boom di turisti nella Capitale: «Se continua questo trend - fa notare Necci - i soli alberghi potrebbero ospitare per tutto il mese di agosto un milione e mezzo di visitatori.

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Roma, a differenze di altre piazze, sembra immune dal caos dei voli. Comunque è numero impensabile di presenze per questo periodo, soltanto confrontandolo con quello del 2019». 
Questo il quadro di partenza, poi girando per bar e ristoranti ecco non poche sorprese. I maggiori rincari si registrano tra il I Municipio (il Centro, Monti, Prati, Trastevere o Testaccio) e quelle zone non lontane molto frequentate la sera come Ponte Milvio, Porta Pia o piazza Bologna. «In media - aggiunge il leader della Fiepet - si spende al ristorante circa un euro in più per i piatti più semplici. Sui secondi, se parliamo della bistecca o di pesci più pregiati, siamo tra i 3 o i 5 euro. Il gelato è salito a 26 euro al chilo, mentre al bar sono pochi gli esercenti che resistono e mantengono il caffè a un euro. Le birre, per esempio anche quelle più commerciali, possono aver subito rincari anche del 15-20 per cento, un panino è in media tra i 4 e i 6 euro. Ma tutti questi aumenti, ripeto, seguono l’alzamento delle quotazioni delle materie prime». E a riprova di questo Pica aggiunge: «Intanto nessuno ha ridotto le porzioni. Poi dobbiamo distinguere tra le aree più centrali e le periferie. Nel primo caso l’aumento di turisti e di romani che vogliono diversi ha fatto salire gli incassi del 25 per cento, più si va verso il Gra e il carovita ha depresso gli affari del 20 per cento. Se continua così la situazione internazionale, non escludo ulteriori rincari a settembre».

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Paradossalmente provano a contenere i rincari gli esercenti di Ostia, parte della Capitale presa d’assalto dai romani con l’estate. Sul fronte del caro-lettino si parla solo di qualche “leggero” ritocco al listino prezzi. Si va da 8 euro per l’affitto di una sdraio, a 12 di un lettino e 10 di un ombrellone. Fino allo scorso anno, i prezzi erano all’incirca: 7,10 e 9 euro. Stesso trend anche nei ristoranti: uno spaghetto con le vongole si pagava la scorsa stagione intorno ai 12 euro, ora sta sui 14.

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