Arringhe sotto la Cassazione: per una settimana maratona oratoria dei penalisti contro la riforma delle prescrizione

Lunedì 2 Dicembre 2019
Arringhe sotto la Cassazione: per una settimana maratona oratoria dei penalisti contro la riforma delle prescrizione

Per la prima volta hanno scelto una forma di mobilitazione di ispirazione "pannelliana", un comizio ininterrotto, per una settimana, per spiegare le loro ragioni e raccontare «storie di processi infiniti»: una settimana di astensione dalle udienze, fino al 7 dicembre, e in concomitanza una «maratona oratoria» con oltre mille avvocati iscritti a parlare. I penalisti sono infatti in trincea contro l'imminente entrata in vigore della riforma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e sulla quale il ministro della Giustizia Bonafede non intende arretrare.

L'idea l'aveva lanciata il presidente dell'Unione delle camere penali Gian Domenico Caiazza ad ottobre dal palco del congresso di Taormina: fino a sabato ogni giorno almeno un centinaio di penalisti, provenienti da tutta Italia, si alterneranno sul podio allestito a Roma, in piazza Cavour, davanti al Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione, per dire ai cittadini quello che accade nei tribunali. «E' qualcosa che non ha precedenti», spiega Caiazza, «ma siamo fieri di farlo. Protestiamo non in favore della prescrizione in quanto tale, ma contro un principio barbarico che sta per essere affermato in questo Paese: che il cittadino debba restare in balia della giustizia penale per un tempo indefinito, fino a quando, e se, lo Stato riuscirà a pronunciare una sentenza definitiva sulla sua vicenda giudiziaria. E questo vale sia per gli imputati che per le persone offese dal reato».
 

 

«E' un principio barbaro - rimarca - che non appartiene a nessuna civiltà giuridica ed è contrario ai principi costituzionali e ai principi sovranazionali. Siamo contro l'ipocrisia di chi dice 'intanto facciamo la riforma sulla prescrizione e poi accorciamo i tempi del processo».

A dar man forte alla protesta, anche il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, per il quale «Caiazza ha ragione quando parla di una battaglia di civiltà». La prescrizione vede più che mai distanti avvocati e magistrati. L'Anm ha chiuso ieri il suo congresso a Genova con un sì convinto all'entrata in vigore della nuova legge. E interviene anche Autonomia e Indipendenza, la corrente di Piercamillo Davigo: «Ci allinea alla maggioranza dei Paesi europei» e «il tempo che ancora ci separa dalla concreta effettività della riforma potrà essere impiegato per analizzare i flussi statistici e predisporre gli accorgimenti necessari ad evitare una eccessiva durata dei procedimenti». 

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