ROMA

Polemica sul 112, poliziotto appena investito viene messo in attesa a Roma

Domenica 6 Ottobre 2019 di Alessia Marani
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Cinque lunghissimi minuti nella inutile attesa di essere messo in contatto direttamente con la sala operativa della polizia di via Genova. Anche a un agente fuori servizio che, alla Pisana, ha avuto un diverbio con un automobilista da cui poi è stato parzialmente investito, è così toccato restare appeso per molto tempo al numero unico “112”, prima di poter avere ausilio delle volanti. Circostanza registrata in un audio che sta rimbalzando in queste ore nelle chat delle forze dell’ordine.

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«Ciao, sono un poliziotto mi mandi per favore al volo una volante? In via della Pisana incrocio via Piacentini...», e l’operatrice prende nota. «Oh oh mi sta a pija’...» e si sente un parapiglia. «Mi è appena passato con la macchina sopra un piede. Mi passi la sala operativa per favore?», e resta in attesa. «Ha schiacciato anche un motorino... Una Yaris EX358... questa la targa, mi passi la sala?», ma ancora niente. Poi cade la linea. Ritenta: «È scappato su via della Vignaccia...Mi passi la sala?».

Da tempo gli agenti romani lamentano la perdita di preziosi minuti nella trasmissione delle informazioni e segnalazioni relative a fatti di cronaca dal desk degli operatori civili che rispondono al numero unico per le emergenze 112 e la sala operativa delle forze dell’ordine che poi smisterà gli interventi e terrà costantemente aggiornati i poliziotti sui risvolti. Si tratta di informazioni circa la posizione e gli spostamenti di criminali in fuga, per esempio. «In certe situazioni il tempismo fa la differenza, come dopo una rapina o un’aggressione e purtroppo spesso si lascia un margine di tempo a chi commette un reato per farla franca», spiega un poliziotto di lungo corso.

Intanto, il direttore del Nue 112, Livio De Angelis, chiarisce che «dalle schede e registrazioni integrali disponibili presso l’archivio informatico, si evince chiaramente che alla prima telefonata dell’utente la Sala Operativa del Nue 112 ha fornito immediata risposta, risposta avvenuta al primo squillo.  Successivamente l’utente è stato messo in comunicazione ed ha effettivamente parlato con la Sala Operativa dei Carabinieri entro un minuto e 35 secondi. L’attesa dell’utente, durante il tempo necessario ad ottenere risposta da parte della Sala operativa dei Carabinieri, è durata circa 25 secondi». La centrale Nue ha fornito la sua registrazione del primo minuto e 35 secondi della chiamata. Sovrapponendo le due registrazioni, quella rimasta negli archivi della centrale Nue, e quella registrata dal telefono del poliziotto, le voci si sovrappongono esattamente ma con una differenza. A un minuto e 10 secondi, sul telefono del poliziotto viene registrata la voce del risponditore automatico dell'attesa ("resti in linea per favore", "please hold on", "mantenga kalispera") mentre nella registrazione del Nue si sente squillare un telefono e rispondere dall'altra parte una voce che dice "carabinieri". In pratica è l'operatrice del Nue che passa la chiamata a un carabiniere al quale dà l'indirizzo e spiega "avevo un poliziotto in linea". Il tutto mentre l'agente resta in attesa. Quando riprende la comunicazione, al minuto e 32 secondi, il poliziotto non sa con chi sta parlando e dall'altra parte del telefono, questa volta un uomo, dice: "Ma lei aveva già chiamato prima...". Insomma, al di là del tempismo nel prendere la chiamata, resta la confusione della gestione di un episodio di emergenza.

 

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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