Roma, pillola anti-Covid in quattro ospedali. D’Amato: «Pronti a partire»

Nell’attesa che Aifa e ministero diano l’ok, i nosocomi romani pronti ad usarla

Roma, pillola anti-Covid in quattro ospedali. D Amato: «Pronti a partire»
di Alessia Marani
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Martedì 16 Novembre 2021, 00:12

Spallanzani, San Camillo, Policlinico Gemelli e Umberto I. Sono i quattro ospedali romani pronti a curare i pazienti affetti da coronovirus con la nuova pillola anti-Covid. Saranno i primi anche in Italia. Non appena il ministero della Salute e l’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, infatti, daranno l’ok al suo utilizzo in via emergenziale, le quattro strutture sanitarie del Lazio hanno già dato la disponibilità a inserire la nuova cura tra le terapie già in uso, oltre a quella con i monoclonali che, su alcuni casi presi per tempo, sta dimostrando di dare buoni risultati. 

«Noi siamo pronti a partire», afferma l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato nel giorno in cui - da ieri - la regione ha dato anche il via alla somministrazione delle terze dosi per gli over 40 (nati dal 1981 in poi). Insomma, mentre la scienza continua a lavorare sul fronte della ricerca di cure che possano essere efficaci, la campagna vaccinale non si ferma. Anzi. Accelera, perché il vaccino resta, di fatto, l’unico vero antidoto al virus.

ARGINARE LA MALATTIA

«È importante prenotare subito il proprio richiamo - ha chiarito D’Amato - che andrà in automatico dopo 180 giorni dall’ultima dose». La Regione insomma avverte: bene sì la sperimentazione e l’introduzione di nuove cure e terapie, ma il vaccino resta l’arma principale nella lotta al virus, dal momento che, prioritario, è evitare la malattia e arginare l’epidemia per impedire nuove chiusure e l’incubo delle terapie intensive di nuovo piene. 
Il possibile scenario che delineato dagli esperti per i due farmaci anti-Covid ideati dalle società Merck (il Molnupiravir) e Pfizer (il Paxlovid), è questo: Ema (agenzia europea del farmaco) sta lavorando sulle procedure di autorizzazione, ma ha già messo a disposizione i dati della rolling review (l’analisi del responso della sperimentazione) spiegando che i singoli Paesi, se vogliono, possono autorizzare le due pillole in modo autonomo. 

LO SCENARIO

Lo scenario che si preannuncia indica che probabilmente già entro i primi giorni di dicembre, la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa si esprimerà con parere favorevole. Dopodiché il dicastero della Salute ne autorizzerà l’uso «in contesti di emergenza», come specificato dall’agenzia europea del farmaco e, a quel punto, si potranno siglare gli accordi con le case farmaceutiche per le forniture dei medicinali. Seguendo questo cronoprogramma, salvo incidenti di percorso, a gennaio i primi pazienti Covid saranno curati con la pillola anche in Italia. E Roma sarà in prima linea come avvenne già quando si trattò di introdurre gli anticorpi monoclonali sperimentati per la prima volta all’istituto di Malattie infettive Spallanzani e al centro di Ricerche Cliniche di Verona. 

 

I DATI

Ieri, intanto, nel Lazio, si sono registrati 595 nuovi casi positivi (-272), 10 i decessi (+6) con un recupero di notifiche arretrate, 579 i ricoverati (+21), 75 le terapie intensive (+5) e +713 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 2,6%. I casi a Roma città sono si sono attestati a quota 250. Contemporaneamente, si sono superati i 9 milioni di somministrazioni con oltre 93% di adulti in doppia dose e oltre l’87% di over 12 in doppia dose. Le somministrazioni del vaccino anti Covid sono aumentate del 10% rispetto al dato di una settimana fa, in prevalenza terze dosi il 64%, il 24% sono seconde dosi e prime dosi al 12%. I richiami sono oltre 325 mila. 

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