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Roma, eritreo stupra una donna a piazza Cavour: condanna ridotta per infermità mentale

Tempo prima l'uomo voleva gettarsi nel Tevere

Roma, eritreo stupra una donna a piazza Cavour: condanna ridotta per infermità
di Erika Chilelli
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Giugno 2022, 08:25

A luglio del 2020 voleva gettarsi nel Tevere, ma venne salvato da un poliziotto dell'ispettorato Vaticano che lo aveva afferrato mentre si lanciava nel vuoto. Un anno e mezzo dopo Hadgu I., eritreo di 27 anni senza fissa dimora, ha stuprato una senzatetto a piazza Cavour. Arrestato e condotto in carcere, è stato condannato ieri a 6 anni e 6 mesi dalla quinta sezione penale del Tribunale di Roma per violenza sessuale, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale, ma sconterà un anno di libertà vigilata con l'obbligo di sottoporsi a terapie psicologiche presso la Asl. Soffre, infatti, di una parziale infermità mentale.

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Sono le 3 e 20 del mattino, il 12 novembre del 2021. Un tassista si reca al commissariato per denunciare un'aggressione di cui è stato testimone: ha visto, passando con il suo taxi, una donna che veniva trattenuta a terra da un uomo. Gli agenti del commissariato Borgo XVIII intervengono sul posto. Sono all'angolo con via Tacito e la scena che si trovano davanti, come testimoniato in udienza da uno di loro, è questa: «Il ragazzo era sopra di lei, le aveva abbassato i pantaloni e la biancheria intima, mentre lei chiedeva aiuto. Il personale del 118 ha provato a fermarlo, ma lui ha minacciato e colpito l'infermiere con un bastone, che teneva nell'altra mano, senza interrompere la violenza». A bloccare l'eritreo sono stati gli agenti, che però non sono riusciti fin da subito ad immobilizzarlo. «Ha opposto resistenza - ha riferito in udienza uno dei poliziotti intervenuti - minacciando anche me con il bastone, lo roteava davanti ai miei occhi dicendo che dovevamo andare via».

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LA DINAMICA
È stato possibile ricostruire i fatti grazie alla testimonianza resa dalla vittima al momento della denuncia. Quella notte Hadgu l'ha raggiunta e, approfittando del fatto che la donna aveva problemi di deambulazione, ha afferrato le stampelle che usava per camminare e le ha lanciate via. Poi, l'ha spinta a terra, si è abbassato i pantaloni e ha provato ad abusare di lei, ma la vittima ha opposto resistenza. Per farla stare ferma, il giovane di origini africane l'ha colpita più volte alla testa con un bastone e poi l'ha violentata. Al momento dell'arresto ha dichiarato di aver bevuto, mischiando diversi alcolici. Ieri, al termine del processo, è stato condannato a 6 anni e mezzo. Sconterà un anno di libertà vigilata, con l'obbligo di sottoporsi a cure psicologiche presso una Asl. Il perito richiesto dalla difesa, infatti, ha accertato una parziale instabilità mentale.
Nel luglio del 2020, Hadgu aveva cercato di togliersi la vita, gettandosi nel Tevere, ma era stato salvato da un agente dell'Ispettorato Vaticano che lo aveva afferrato al volo riportandolo al di là della balaustra. Il suo salvataggio aveva fatto clamore: la notizia era stata ripresa dal Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap) che si era complimentato con il collega.
 

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