ROMA

Parcheggio di piazzale Clodio, l'imprenditore Daniele Pulcini condannato a due anni

Giovedì 27 Febbraio 2020

La sentenza per la gara pilotata del parcheggio del tribunale a piazzale Clodio arriva a quattro anni dagli arresti. Una condanna a due anni per gli imprenditori Daniele Pulcini e Giuseppe Aliberti e per Marcello Visca, ex componente del comitato di gestione del Demanio. Mentre per l’ex direttore dell’Agenzia del Demanio del Lazio, Renzo Pini, un anno e sei mesi, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. Mentre Edoardo Zucchetti, considerato il prestanome, dovrà scontare un anno e quattro mesi. In nove erano arrivati a processo ma solo in cinque sono stati condannati per le manovre che avrebbero dovuto portare all’affidamento dell’appalto del parcheggio di piazzale Clodio ai Pulcini. Antonio Pulcini e i dirigenti di banca che erano stati coinvolti nella vicenda sono stati assolti. La vicenda riguardava una presunta turbativa d’asta, ma questa accusa non ha retto l’esame dell’aula. E gli imputati a seconda delle posizioni sono stati condannati per traffico di influenze e abuso d’ufficio.

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Secondo la ricostruzione del pm Corrado Fasanelli, che aveva anche acconsentito alla concessione dei domiciliari per alcuni degli indagati, Visca che era in rapporti con Pulcini avrebbe mediato per ottenere i favori di Pini, pubblico ufficiale. E proprio l’ex componente della commissione gestione del demanio era stato colto in flagranza mentre ritirava una tangente: «Vi ho fatto lo sconto», aveva detto a Daniele Pulcini, che gli stava consegnando due mazzette da cinquantamila euro. Secondo l’accusa Daniele Pulcini con Giuseppe Aliberti, con la società Flora Energy srl, intestata però a Zucchetti, partecipavano a un bando fatto su misura e sottoscritto da Pini per la gestione «di un’area demaniale in Roma, zona piazzale Clodio per la durata di anni 19». L’azienda, era stata creata nell’immediatezza della gara, ma non conteneva nell’oggetto sociale la gestione di parcheggi. Secondo gli inquirenti, non possedeva nemmeno la necessaria garanzia bancaria, poi rilasciata illecitamente dai funzionari di banca finiti sotto processo. Una circostanza che il Tribunale non ha però riconosciuto. Alla fine la Flora Energy era rimasta l’unica concorrente.
Le intercettazioni sembravano eloquenti. Visca e Daniele Pulcini, per esempio, si erano incontrati l’11 e il 16 luglio 2013. «Te lascio due mazzetti, so cinquantamila e cinquantamila, giusto?» aveva detto l’imprenditore. Il passaggio di denaro era stato registrato. «Pulcini dapprima allunga la mano contenente la mazzetta - riassumevano gli investigatori - lui però non riesce ad afferrare il denaro perché Pulcini lo ritira subito indietro». Per gli inquirenti era una sorta di sberleffo. Tanto che l’imprenditore, ridendo, aveva detto: «Devi esse veloce per riprenderli».
È ancora in corso, invece, il processo che vede sul banco degli imputati i due imprenditori e l’ex parlamentare del Pd ed ex assessore al Demanio della giunta Marrazzo, Marco Di Stefano e riguarda gli affari immobiliari, portati a segno dai due imprenditori, grazie a Di Stefano, ai danni di Enpam, l’ente previdenziale dei medici.
 

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