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Roma, persone scomparse: una su quattro non viene più trovata. Marco, Nicholas, Alessia e quell'esercito di "invisibili"

Nel primo semestre dell'anno svaniti nel nulla 112 romani

Roma, persone scomparse: una su quattro non viene più trovata. Nasce l'Osservatorio regionale
di Giampiero Valenza
4 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Agosto 2022, 07:16 - Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 14:30

In 181 mancano all'appello. Tanti sono gli scomparsi nel Lazio. I numeri del primo semestre 2022 del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, fanno questa fotografia. Delle 587 denunce fatte nei primi sei mesi dell'anno, il 69,17% è andato a buon fine.
Due, i deceduti. Resta l'altro 30,83% da ritrovare. Su 440 denunce di scomparsa a Roma sono 112 quelli che ancora non hanno potuto riabbracciare la loro famiglia (il 25,45%). La situazione più critica è nella Provincia di Latina: su 69 scomparsi il 52,17% (36) è da ritrovare.
Una percentuale simile è in Provincia di Frosinone: su 46 denunce 24 sono i casi da chiudere. Un dato simile a quello romano è in Sabina: a Rieti, su 8 irrintracciabili sono due quelli da ritrovare. A Viterbo, invece, su 24 quelli da ritrovare sono 7 (il 29,17%).

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L'Istituzione

La giunta regionale del Lazio per cercare di rafforzare la ricerca ha deciso di istituire l'Osservatorio permanente sulle persone scomparse. L'organismo ha come obiettivo quello di stipulare protocolli d'intesa con diverse associazioni e realtà che già si occupano di questo, di rafforzare il coordinamento con la prefettura e la protezione civile, di promuovere sinergie e di instaurare reti con presidi territoriali, con gli ospedali e con le residenze sanitarie assistite. Inoltre, essenziale è la formazione che può portare gli esperti direttamente nelle scuole per cercare di sensibilizzare sul fenomeno della scomparsa dei minori. Allo studio, anche la possibilità di braccialetti e microchip per persone affette da malattie come l'Alzheimer e che potrebbero essere maggiormente a rischio di allontanamento (e scomparsa) dai loro luoghi di cura. Potrebbe essere questa una delle soluzioni per individuare le persone con maggiori fragilità.

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Gli episodi

Sono tantissime le storie di chi ancora deve essere ritrovato.
Tra queste c'è Marco Giannetti, 48 anni, che vive con la compagna a Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo. Giovedì 14 luglio ha preso un treno in direzione Roma e da quel giorno ha fatto perdere le sue tracce, lasciando il cellulare e i documenti a casa. Poi c'è Nicholas Ciarico, 27enne di Roma. A marzo aveva scelto di andarsene in Francia per lavorare come bracciante per raccogliere la frutta. La mamma, secondo quanto ha raccontato alla trasmissione tv Chi l'ha visto?, lo ha sentito l'ultima volta il 23 giugno. Qualche giorno dopo, attraverso i social ha contattato la zia. Poi si sono perse le sue tracce. O Alessia Rosati, studentessa di 21 anni svanita nel nulla nel 1994.

La rete

«Abbiamo avuto un picco di scomparse di minori durante il lockdown, ma fortunatamente molti di loro sono stati ritrovati - spiega Rocco Micale, vicepresidente dell'associazione Penelope Lazio, una delle più attive sul territorio per cercare di ritrovare le persone smarrite - Di sicuro se questa struttura promossa dalla Regione arriverà a funzionare a regime, allora sarà un ottimo organismo per risolvere molti casi ancora rimasti aperti.
Sono tanti e continui, per questa ragione noi non fermiamo mai la nostra attività sul territorio».
«Per individuare gli scomparsi è importante fare squadra - prosegue Micale - La regola è sempre quella secondo la quale l'unione fa la forza. Ci sono vicende che da molti anni ci vedono impegnati, come quella di Daniele Potenzoni ragazzo autistico sparito da 7 anni alla Stazione Termini».

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