Pensione di guerra abusiva. Indagato nobile romano

L’uomo per 4 anni ha intascato l’aiuto finanziario destinato al padre defunto

Pensione di guerra abusiva. Indagato nobile romano
di Francesca De Martino
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Sabato 30 Ottobre 2021, 00:13

Primogenito di una storica e nobile famiglia, filosofo del diritto - come lui si definisce -, un passato nella politica locale, ma avrebbe comunque incassato abusivamente, per quattro anni, una pensione di guerra intestata al padre defunto: quasi cinquemila euro. Anche se non gli spettava. Per la legge non aveva diritto a quei soldi, perché il suo reddito era superiore a quanto consentito. Ma lo avrebbe fatto ugualmente, senza comunicarlo all’Inps. Ora, con l’accusa di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, il pm Carlo Villani ha chiuso le indagini a carico di Leonardo D., 55enne romano, che nella biografia di alcuni libri che ha scritto di definisce discendente di una nobile famiglia di origini fiorentine e parigine trapiantata nella Capitale.

Il prossimo passo della Procura potrebbe essere una richiesta di rinvio a giudizio per l’indagato. I fatti sarebbero andati avanti fino al 3 maggio 2019. Nel mirino della procura, la reversibilità della pensione di guerra del padre dell’indagato, che aveva prestato servizio durante la Seconda guerra mondiale. Quando l’uomo era morto, l’assegno di riconoscimento era passato di diritto alla madre del 55enne. Una volta deceduta la donna, l’indagato, secondo l’accusa, avrebbe continuato a intascare illecitamente il denaro: 4.792 euro i soldi ricevuti.

Per il pm Villani, l’uomo «ometteva di denunciare alla Ragioneria Territoriale dello Stato, dal 2015 al 2019 - si legge negli atti d’indagine - il superamento dei limiti di legge previsti per fruire della reversibilità del trattamento pensionistico di guerra». La difesa, rappresentata dall’avvocato Massimiliano Foschini, che ha depositato una memoria, ha sottolineato che lo sforamento del reddito sarebbe stato di pochi euro e che, per questo, l’indagato non si sarebbe accorto dell’errore. L’Inps avrebbe avvisato il 55enne dell’anomalia solo quattro anni dopo la morte del padre e, per questo, l’uomo avrebbe preso i soldi. Infatti, sempre secondo quanto afferma la difesa, Leonardo D. avrebbe già restituito la somma, riconoscendo l’errore.

I PRECEDENTI

Non è il primo caso di chi si definisce “distratto” agli occhi dello Stato per continuare a intascare le pensioni dei genitori defunti. Il 22 aprile scorso, un 65enne romano aveva continuato a riscuotere per 17 anni la pensione della madre centenaria deceduta, intascando 104mila euro. Il giudice monocratico lo aveva condannato a un anno e mezzo di reclusione e a 10mila euro di provvisionale. Alla morte della donna, avvenuta il 28 dicembre del 2000, l’ente pensionistico non aveva mai ricevuto alcuna comunicazione di decesso da parte dell’anagrafe capitolina. E per questo aveva continuato ad erogare la pensione di reversibilità all’anziana che, nel frattempo, essendo nata nel 1911, aveva raggiunto l’età di 106 anni.

A settembre del 2019, invece, una 75enne era stata scoperta dopo avere percepito per 9 anni la pensione di guerra della madre, fino a guadagnare 45mila euro. Il gip aveva disposto il sequestro preventivo di 41mila euro. La 75enne in questione non aveva mai comunicato il decesso, avvenuto nel marzo del 2005. Ad Ardea, in provincia di Roma, a gennaio 2018, un’altra donna aveva continuato a ritirare la pensione della madre anziana di cui non aveva mai comunicato il decesso, avvenuto nel 2010. Ogni mese ritirava 2mila euro e in totale aveva incassato 135mila euro. Dalle indagini della Guardia di finanza di Pomezia, sotto il coordinamento della Procura di Velletri, avviate a seguito di una segnalazione dell’Inps, era emerso che la donna utilizzava la delega per l’incasso depositata presso un ufficio postale di Ardea.
 

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