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Pass vaccinale, D'Amato: «Decreto scritto con i piedi, deve durare più di 6 mesi»

Pass vaccinale, l'assessore D'Amato: «Decreto scritto con i piedi, deve durare più di 6 mesi»
di Lorenzo De Cicco
4 Minuti di Lettura
Domenica 25 Aprile 2021, 08:04 - Ultimo aggiornamento: 20:29

«Il provvedimento nazionale è scritto con i piedi e va cambiato. Questo è il nostro orientamento». L'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, non la tocca piano sul decreto legislativo che fissa a 6 mesi la validità delle immunizzazioni, da cui poi deriverebbe la durata della green card, la carta vaccinale per spostarsi da una regione all'altra. Per medici e infermieri vaccinati a gennaio, significa dover ricorrere a una terza dose già nei primi giorni di giugno, tra poco più di un mese e mezzo. La Regione, spiega D'Amato, non ha in programma di partire col richiamo-del-richiamo in un range di tempo così breve, anche perché la maggior parte degli studi sulla durata del vaccino ha mostrato che resta efficace almeno per 8 mesi. Anche i tecnici dell'Unità di crisi Covid sono convinti che non ci sia ragione di accelerare, soprattutto in una fase in cui le scorte farmaceutiche scarseggiano e partire con la terza somministrazione per i sanitari significherebbe rallentare per chi ancora non è stato protetto.


OVER 80 DA RICHIAMARE
Nel Lazio il 98% degli over 80 prenotati ha già ricevuto almeno la prima iniezione, ma c'è una zona grigia di anziani che non ha mai riservato un appuntamento, oltre 20mila persone. «Dobbiamo cercare di convincerli a vaccinarsi, purtroppo negli ospedali continuiamo a vedere ultra-ottantenni ricoverati», ha spiegato Giorgio Casati, direttore generale dell'Asl Roma 2. Per portare a dama l'operazione, la Pisana ha deciso di schierare i medici di base: dalla prossima settimana avranno a disposizione un software che indicherà quali mutuati non hanno mai prenotato la puntura negli hub.

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Il piano si chiama recall. «Siamo pronti ad accelerare con le vaccinazioni negli studi o a domicilio, basta che ci diano fiale a sufficienza», incalza Pier Luigi Bartoletti, il segretario romano della Fimmg (federazione medici di medicina generale). Da domani, aggiunge, le forniture dovrebbero essere finalmente potenziate. Per le iniezioni in farmacia invece una data di avvio ancora non c'è: «Potranno partire quando arrivano più dosi», riprende l'assessore D'Amato. Ora l'obiettivo è chiudere la vaccinazione degli anziani e concentrarsi «sugli under 60 con comorbidità».

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Da domani notte potranno prenotare i 50-59enni fragili, quindi obesi, cardiopatici, ipertesi gravi ma non al punto da essere stati una priorità all'inizio della campagna di vaccinazione, i cosiddetti «estremamente vulnerabili». Da martedì notte invece apriranno le prenotazioni per i 59-58enni anche senza l'esenzione per particolari patologie.
Dopo la Vela a Tor Vergata, ieri ha aperto l'hub nell'outlet di Valmontone: auto in coda e punture dal finestrino col mono-dose di Johnson & Johnson. «Abbiamo somministrato quasi 800 fiale, ma l'obiettivo è agganciare e superare le 1.200 vaccinazioni al giorno», spiega Alberto Perra, dirigente dell'Asl Roma 5. «C'è ancora un po' di diffidenza per J&J, nonostante le rassicurazioni di Ema, ma siamo sicuri che presto quasi tutti si convinceranno che è sicuro ed efficace». Sempre D'Amato ha chiesto all'Aifa di non raccomandare più Johnson & Johnson «in via preferenziale» agli over 60, dopo la convalida degli enti di controllo di Ue e Usa. Capitolo contagi: ieri positivi ancora in crescita, 1.266 casi, +45 in un giorno.

 

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