ROMA

Roma, Parchi, il Comune ci riprova. «Gestione alle associazioni»

Domenica 17 Novembre 2019 di Francesco Pacifico
Degrado a Villa Borghese
La scorsa primavera il Comune dovette ritirare il bando. Troppo onerosi gli obblighi e troppo poche (meno di 100mila euro) le risorse per i rimborsi per le spese vive. Ma ora il Campidoglio, e alle stesse condizioni, ci riprova e - per togliere dal degrado parchi e ville romani - chiede ancora una volta una mano alle associazioni dei volontari per la gestione di 42 strutture cittadine, che altrimenti rischierebbero la chiusura.
L’iniziativa, nata quattro anni, doveva essere temporanea e finora ha visto partecipare agli avvisi soltanto poche realtà. Il perché lo spiega senza giri di parole Sandro Silbi, portavoce dell’associazione Carabinieri in congedo martiri di Nassiriya, che si occupa di 24 parchi: «Il Campidoglio ci deve circa 73mila euro di rimborsi per il lavoro fatto negli ultimi due anni». 
 
Il bando, come detto, impone obblighi molto impegnativi. Intanto perché chiede alle associazioni, soltanto quelle riconosciute, di concorrere non per un singolo parco, ma per un lotto, che comprese oltre una decina di strutture. Nel primo lotto bisogna garantire almeno due addetti per turno, per esempio, a Villa Celimontana, al Parco di Colle Oppio, a Villa Aldobrandini, ai Giardini di San Andrea al Quirinale, a quelli di Piazza Vittorio o al parco della Resistenza. Nel lotto 2, tra gli altri, ci sono il giardino del Lago di Villa Borghese, Villa Ada o Villa Glori. Nel terzo ecco Villa Lazzaroni e il parco di Centocelle, nel quarto Villa Pamphilj e Villa Bonelli. In totale 42 aree verdi della città. Se non bastasse, i volontari dovranno occuparsi dell’apertura e della chiusura delle strutture, contribuire alle attività di deflusso, segnalare eventuali abusi, dotarsi di divisa, auto e fischietto ordinanza. Bassissimi i rimborsi: soltanto un quinto della benzina usata, più una tessera dell’autobus per ogni addetto, qualche spicciolo per la cura e la manutenzione del vestiario e dei mezzi utilizzati durante il servizio. «In totale - conclude Silbi - parliamo di meno di dieci al giorno. Quando la stessa attività, fatta da un dipendente del Comune, costa tra stipendio e altre indennità circa 300 euro al giorno. Noi negli scorsi abbiamo ottenuto due lotti e interveniamo in una ventina di parchi, ma partecipare a questo bando è quasi impossibile. Se parteciperemo ai prossimi? Certo, ma soltanto perché siamo un’associazione che lavora per tenere alto il decoro di Roma e perché sappiamo che ci sono lcune persone per le quali, con la crisi di oggi, 10 euro sono sempre qualcosa. Detto questo quest’amministrazione, magari facendoci sedere intorno a un tavolo, dovrebbe imparare a coordinare e a sfruttare meglio il volontariato capitolino». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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