Roma, concerti, feste e pub fuorilegge: il business delle occupazioni negli altri centri sociali

Mercoledì 15 Maggio 2019 di Marco Pasqua

Se Spin Time Labs ha scelto di mascherare i suoi ricchi affari in nero sfruttando la formula dell'emergenza abitativa (attraverso le 450 persone ospitate nel palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme), c'è chi è andato diritto verso la meta, senza bisogno di costruirsi fragilissimi alibi. Come i ragazzi - che dopo 17 anni di occupazione sono diventati adulti dietro allo Strike spa, a Portonaccio, in via Partini. Una vera e proprio spa del divertimento fuorilegge, anche se nelle intenzioni dei suoi promotori l'acronimo non indica una società per azioni, ma uno spazio pubblico autogestito. Nato fra il 17 e il 18 ottobre del 2002, quando un gruppo di giovani occupa questo spazio: il blitz, che si sarebbe dovuto concludere dopo tre giorni, dura da allora.

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E il motivo è facile da capire. Basta scorrere la lista degli eventi organizzati da questa discoteca abusiva e vedere uno dei più affollati, a marzo, quando per i Colle der fomento, si presentarono oltre 3000 persone paganti. Prevendite esaurite, costo dei ticket regolari 8 euro, un incasso che ha rivitalizzato gli ex ragazzi diventati oggi imprenditori della notte. Ma è lungo l'elenco di live: sabato prossimo, si torna a ballare con l'Internazionale trash ribelle, si pagano 5 euro a persona (serviranno a finanziare le spese legali degli antagonisti multati perché hanno partecipato a cortei non autorizzati). Non solo discoteca: come per Spin Time Labs, anche qui è nata un'osteria (Strakitchen), aperta dal martedì al venerdì; e poi il pub popolare, aperto fino alle 2 di notte. La Botte Gaia, invece, è l'enoteca; per i musicisti viene allestito uno studio di registrazione. I residenti conoscono bene questa realtà, perché nei weekend, chi vive intorno allo Strike, sa che deve rassegnarsi a non dormire. Le feste terminano all'alba, le auto invadono il quartiere, ingorghi e disagi che, però, potrebbero presto finire: lo spazio, infatti, è in cima alla lista dei 23 luoghi che potrebbero essere sgomberati. Così come l'Acrobax, tormento per il quartiere Marconi, sorto nell'ex cinodromo. Viene occupato lo stesso anno dello Strike, nel 2002 e anche in questo caso i suoi leader che qui hanno trovato casa, dopo aver convertito abusivamente gli uffici in alloggi - si ingegnano per riuscire a far fruttare questo spazio, di proprietà comunale. Si inventano una squadra di rugby (gli All Reds), anche se non è certo quella a offrire le soddisfazioni più grandi, economicamente parlando. Dall'inizio dell'anno, sono stati circa 25 gli eventi: stessa formula degli altri centri sociali, ingresso a pagamento (dai 5 euro in su) e alcol a prezzi calmierati. L'osteria serve ad introdurre il pubblico alle notti techno: sempre affollate, ovviamente tutte organizzate senza aver pagato un euro di Siae e senza il rispetto delle norme in materia di pubblici spettacoli.

I residenti di Talenti, avevano, invece, dormito sonni tranquilli fino allo scorso mese di gennaio, quando nelle loro vite è piombata la notizia della riapertura del Brancaleone, luogo simbolo dell'antifascismo danzereccio romano. Presa di possesso nel 1990, anche qui un'occupazione che diventa business. A inizio anno, dunque, gli abusivi riescono a far annullare dalla Cassazione il sequestro di quei mille metri quadrati (disposto nel 2016): si torna a ballare. Spalleggiati dal III Municipio, in particolar modo dal suo presidente, Giovanni Caudo, hanno ripreso a pieno ritmo le loro attività ludiche. La formula è quella del locale affiliato all'Arci, gli eventi hanno un prezzo di ingresso medio di 5 euro. E a far paura sono i mesi estivi, quando, in via Levanna si preannunciano nuovamente notti a tutto volume.

SIMBOLO DI ILLEGALITÀ DAL 1986
Come quelle vissute dai cittadini del Prenestino, per colpa di chi, è diventato simbolo delle occupazioni più redditizie: il Forte Prenestino. Occupato nel 1986, è la roccaforte degli antagonisti-imprenditori: sala da the, ristorante, cinema, pub, palestra, festival che richiamano migliaia di persone (Enotica), e, soprattutto, memorabili rave. «La sottoscrizione richiesta all'entrata serve per pagare attività quotidiane, politiche, culturali, sociali», spiegano gli occupanti. Ma ovviamente, non esiste una contabilità, le fatture qui sono sconosciute, e i soldi che entrano restano un mistero. Nonostante le denunce dei residenti, che, da tempo, hanno rinunciato a chiamare il 112, quando la musica rimbomba in tutto il quartiere.

Ultimo aggiornamento: 21:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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