Ostia, i garage di piazza Gasparri gestiti dalla moglie del boss

Giovedì 20 Giugno 2019 di Mirko Polisano
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I garage di Ostia Nuova
C'è l'ombra dei «Baficchio» dietro il giro al nero dei parcheggi delle case comunali di Ostia Nuova. Un racket che si consuma da tempo nei garage sotterranei dei palazzoni del Campidoglio, distante da questa parte di litorale tanto da non vedere. In questi spazi condominiali non si entra per caso. Chi ci abita, pur avendone diritto, per parcheggiare deve pagare il pizzo. A riscuoterlo gruppi di stranieri, per lo più romeni o albanesi, che fanno da manovalanza ai clan e, allo stesso tempo, da braccio operativo: per chi non paga, sono botte. O auto a fuoco. In modo da liberare posti per altri. 

La piramide
Al vertice della piramide, ci sono i Baficchio, nome di spicco della mala del Lido e nemici storici degli Spada. Giovanni Galleoni, il boss «Baficchio» ucciso insieme a Francesco Antonini detto «Sorcanera» nel novembre del 2011 gestiva il racket dei parcheggi di piazza Gasparri. Era uno dei suoi business. Oggi a capo dell'organizzazione ci sarebbero gli eredi. A partire dalla moglie che continuerebbe a gestire gli affari di famiglia, da quanto risulta agli investigatori. Patrimonio del Comune utilizzato per incrementare il «tesoretto» della criminalità, per fare cassa. Tanto in quei bunker nessuno entra. A turno vengono impiegati anche i «guardiani», che sono soggetti pregiudicati senza scrupoli. Spesso ex pugili, con i quali è meglio non fare storie. Il business, che va avanti da tempo, come denunciano alcuni residenti, frutta ai malavitosi 60mila euro al mese, perché nei parcheggi sotterranei ci sono più di mille posti. Il costo singolo si aggira intorno ai 60 euro mensili. E per chi si rifiuta di subire il pizzo, arrivano le vendette. Fiancate danneggiate, ruote bucate, finestrini rotti e specchietti smontati e rivenduti. Meglio, dunque, stare al sicuro e pagare meno di 100 euro al mese per avere la copertura. 

I traffici
I garage all'ombra dei palazzoni popolari sono anche trasformati in luoghi di spaccio e nascondigli di refurtiva. Le cantine dei palazzoni di Ostia Nuova si confermano le tane della droga, che le forze dell'ordine quotidianamente cercano di contrastare: un mondo sotterraneo irraggiungibile dove le organizzazioni criminali occultano, vendono e raffinano la cocaina. Un nascondiglio considerato impenetrabile. I fortini sono sempre super sorvegliati. All'esterno, lungo le strade del quadrilatero intorno piazza Gasparri, ci sono le vedette della droga che monitorano a vista chi entra e chi esce. Ed è proprio in questi sotterranei che il boss Giovanni Galleoni aveva trasformato un garage in via Antonio Forni in una camera delle torture insonorizzata. Qui, prima di morire ammazzato, ci portò un suo gregario per punirlo severamente: «Sparò Massimo Massimiani, Lelli, ad un orecchio, facendogli perdere l'udito. Era passato con gli Spada, inoltre non gli aveva pagato un etto di eroina», ha rivelato una supertestimone agli inquirenti.
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