Anche Roma ha la sua barriera "corallina": sorpresa nei fondali di Ostia

Domenica 16 Giugno 2019 di Mirko Polisano
Anche Roma ha la sua barriera

Anche Ostia ha la sua barriera “corallina”. Meno colorata, ma comunque bellissima e, soprattutto, molto importante per la flora e la fauna sottomarina. A rivelarlo uno studio pubblicato sul Marine Environmental Research, tra le più note e accreditate riviste scientifiche internazionali. Prima firma, Andrea Bonifazi, dottore di ricerca in ecologia marina. Si tratta di una barriera che si trova ad Ostia e si estende dal Porto al Canale dei Pescatori, coprendo circa 5 ettari. Cosa c’è di strano? La barriera è costruita da Sabellaria alveolata, un verme marino che riesce a cementificare la sabbia e a costruire enormi barriere, famosissime in Atlantico - famosa quella di Mont Saint-Michel- ma ancora poco studiate nel Mediterraneo.
 

 

A  due passi
Il mare di Roma nasconde anche queste bellezze. Forse meno colorata, ma importante come una vera barriera corallina, tanto che è in grado di ospitare specie che vivono solo in questo particolare habitat. È inoltre fondamentale perché protegge la costa dalle continue mareggiate. «Il Polichete Sabellaria alveolata - fa sapere Andrea Bonifazi, dottore di ricerca in ecologia marina - è un verme lungo pochi centimetri, ma in grado di edificare strutture che si estendono per centinaia di metri! È infatti un infaticabile biocostruttore che riesce ad agglutinare i granelli di sabbia, compattandoli. Il risultato è una costruzione rigida dalla tipica forma ad alveare, dentro la quale vivono questi piccoli vermi filtratori. Anche se meno colorata di una barriera corallina - prosegue Bonifazi - questa barriera naturale edificata da vermi marini è fondamentale a livello ecologico, ospitando una fauna ricchissima, tra cui alcune specie tipiche di questo particolare habitat. Inoltre svolge un ruolo rilevante come area di nursery, fornendo riparo a moltissimi giovani pesci, crostacei e molluschi. Ma non solo: tende anche a proteggere dall’erosione costiera, avendo quindi una certa valenza economica, oltre che ecologica. Essendo sabbiosa, è molto fragile e anche il semplice calpestio può danneggiarla. Perché non proteggerla, come già avviene in altre aree? D’altronde è attualmente il più grande reef a Sabellaria mai descritto in Mediterraneo, un primato non da poco».

I dettagli
Ostia come le Maldive, dunque, o quasi. Per lo meno sott’acqua. Saranno tanti i curiosi che tenteranno le immersioni del mare di Roma per fotografare la barriera sabbiosa che, seppur meno vivace, è comunque una meraviglia e uno spettacolo della natura. «Ricordo che il reef a Sabellaria - prosegue Bonifazi - è patrimonio di tutti, quindi dev’essere tutelato quotidianamente: con l’inizio della stagione balneare evitiamo di calpestarlo o di danneggiarlo per prelevare i vermetti, basta un po’ di attenzione in più per non minacciarne la sua preziosa persistenza lungo il litorale di Ostia. Ci tengo a sottolineare come i nostri studi abbiano dimostrato che i danni maggiori a questa importante biocostruzione sono causati proprio dal calpestio estivo e, sebbene essa sia molto resiliente, è bene cercare di impattare il meno possibile sul suo equilibrio. Contribuiamo tutti a preservare la ricca (e inaspettata) biodiversità di Ostia». Ed è la nuova scommessa di Ostia che potrebbe avere un futuro, se non da Maldive, almeno da Sharm el Sheikh.

Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 00:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Autobus a Roma, le trovate degli utenti per sopravvivere ai disagi

di Pietro Piovani

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma