CORONAVIRUS

Ostia, primo pienone sulle spiagge: distanze non rispettate e poche prenotazioni

Lunedì 1 Giugno 2020 di Mirko Polisano

Terzo giorno di mare a Ostia e si confermano i problemi dell’inizio di stagione. Anche la prima domenica di sole registra disagi per i bagnanti, alle prese di nuovo con il sito web in tilt, caos per gli accessi e arenili comunali nel degrado. Unica differenza: la gente. Il vento non ha fermato le migliaia di persone che si sono riversate sul lungomare, in spiaggia e nell’isola pedonale. In una piazza Anco Marzio, piena all’inverosimile, a rischio il distanziamento sociale: sembrava una qualsiasi altra domenica di giugno, senza emergenza sanitaria. I problemi più grandi arrivano dalla “app” - in realtà sito web - le cui indicazioni non erano corrispondenti alla realtà. Molte spiagge erano indicate con il semaforo rosso, pur avendo più della metà dei posti disponibili. «È ovvio che così si scoraggia il turismo - dice il titolare di un bar sul lungomare - se la gente vede che è pieno come indica il sito web poi non viene e sceglie un’altra spiaggia, mentre qui di fronte i posti ci sono tutti. È assurdo». Poche le prenotazioni negli stabilimenti.
Spiagge libere che restano abbandonate all’incuria e al degrado. All’ex Amanusa - la spiaggia della legalità - ci sono sotto la sabbia chiodi arrugginiti e lamiere di eternit (residui delle operazioni di demolizione di oltre due anni fa). All’ex Spiaggetta, la passerella installata soltanto pochi mesi fa, è già crollata. Su quelle di Ponente, invece, non c’è la discesa per i disabili. Arenili, dunque, off limits alle persone con difficoltà motorie. Controlli a tappeto anche sulle strade di accesso al mare, come previsto dal piano della Prefettura. Sorvegliate speciali, Cristoforo Colombo, via Ostiense e via Litoranea. Posti di blocco a ogni ingresso e agenti in acquascooter lungo la costa. Folla al Pontile, dove le distanze di sicurezza erano a rischio, nonostante il dispositivo delle forze dell’ordine presente in piazzale dei Ravennati. Sul piede di guerra, i vigili urbani: «Servono rinforzi da Roma - gridano i caschi bianchi del X Gruppo Mare - così l’estate già difficile diventa un inferno». 
Resta poi l’allerta sicurezza in ambito Covid. Il personale utilizzato per l’assistenza bagnanti sulle spiagge libere di Ostia non sarebbe stato sottoposto ai test sierologici in tema di prevenzione, come previsto dalle norme anti-contagio. Una tegola che va ad aggiungersi alla mancanza di tracciamento dei bagnanti nell’eventualità di casi positivi. Infine, polemiche per Capocotta. Ieri, il sito web non riportava la situazione sulle spiagge lungo la Litoranea. «Chiediamo - dicono i gestori dei chioschi - che il numero massimo dei posti indicati sulla app Seapass, venga rettificato sulla base delle misure stabilite dallo stesso Municipio X: 10mila e non 7mila»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani