Ferragosto a Ostia, la "Famiglia Passaguai" al mare 70 anni dopo: «Vegan e in spiaggia con il monopattino»

Una famiglia che pranza in cabina a Ostia
di Mirko Polisano
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Domenica 15 Agosto 2021, 10:50 - Ultimo aggiornamento: 10:51

Ave Ninchi oggi sarebbe una deliziosa “curvy”, Aldo Fabrizi avrebbe il volto e la prestanza fisica di un chiunque altro romano medio. Giovanna Ralli, sempre una fanciulla dal viso inarrivabile, mentre Peppino De Filippo sarebbe un ragioniere in smartworking e Carlo Delle Piane, un qualsiasi sedicenne di borgata con il soprannome di “Pecorino”. Nel 1951, usciva la “Famiglia Passaguari”, pellicola diretta e interpretata da Aldo Fabrizi che meglio e più di chiunque altro ha raccontato il popolo dei “fagottari” che a Ostia fanno ritorno ogni estate da - almeno - settant’anni. Cambiano i mezzi e forse i modi, ma non le abitudini.

Un rituale immortale: le alzatacce per preparare panini, friggere cotolette e riempire teglie fumanti di pasta al forno da mangiare in cabina o sotto l’ombrellone. Poco è cambiato davvero in questi 70 anni da quelle immagini in bianco e nero. Complice il carovita, che può rendere una giornata al mare esclusiva come un week end in Costa Smeralda, i fagottari sono tornati a riempire il litorale. O forse non se ne sono mai andati: «C’è gente che si porta perfino il caffè da casa, nei thermos», si lamenta il gestore di uno storico lido di Ostia. Colpa della crisi ma anche dei prezzi quasi sempre inaccessibili. Girato sulle spiagge di Fiumicino, la Famiglia Passaguai è un piccolo capolavoro ispirato però ai bagnanti di Ostia: «Andavamo al mare al Battistini - raccontò una volta Massimo Fabrizi, figlio del grande Aldo - e da lì, vedendo la gente al mare, papà prese ispirazione per la sceneggiatura».

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I RICORDI
Sono tempi di buche nella sabbia e bagni in un mare non ancora inquinato, di amori fugaci sotto le tende, di capiufficio che piombano sulla spiaggia all’improvviso, di gelosie, equivoci, gag. La famiglia Passaguai partiva da Roma in taxi e in autobus. «Noi siamo arrivati in bicicletta - dice Susanna, impiegata di 39 anni due figli e un marito - si siamo un po’ come la famiglia Passaguai, ci portiamo il cibo da casa. Altrimenti ci costerebbe un occhio della testa». Sul lungomare, poi, è un continuo sfrecciare di monopattini. C’è chi scende - lasciandolo disordinatamente al centro del marciapiede - pronto per un tuffo in acqua. Qualcuno si carica in spalla anche la borsa frigo, immancabile.

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INSALATE E DETOX
L’estate di 70 anni dopo l’uscita della pellicola, quella del 2021 verrà ricordata non solo come la seconda dell’era pandemica e come una delle più calde sul piano meteo, ma anche come quella del rilancio dei gitanti già «apparecchiati». Personaggi ieri come oggi, di quel cinema che aveva il potere e il piacere di raccontare una Roma e un’Italia ansiose di gettarsi alle spalle l’incubo del dopoguerra per inventarsi una vita nuova, sia pure nello spazio ridotto di una giornata sulla spiaggia. Plastic free e detox sono le parole d’ordine sulle spiagge di Ostia, Fiumicino e Fregene, dove ai bagnanti viene offerta acqua depurativa con frutta e verdura. Niente bibite gasate al seguito, ma principalmente bevande salutari e rinfrescanti che stimolino anche l’abbronzatura. Poi piatti veloci e rigorosamente genuini: l’insalata di pasta sostituita da una di cereali con farro, orzo e quinoa; le cotolette rimpiazzate da spiedini di verdura, e le tradizionali polpette magari preparate con verdure di stagione da mescolare a miglio oppure riso integrale, spezie e formaggio vegan.

Alla fine - proprio come nel film di Fabrizi - un cocomero metterà tutti d’accordo.

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