Ostia e Fiumicino, le spiagge riaprono ma sono piene di rifiuti e detriti

Lunedì 18 Maggio 2020 di Mirko Polisano Umberto Serenelli
Il degrado sulla spiaggia di Ostia
Dopo il lockdown da coronavirus, a Ostia oggi aprono le spiagge: «ma solo per le passeggiate», come impone l’ordinanza firmata da Virginia Raggi. Arenili chiusi alla balneazione fino al 1 giugno, ma via libera agli sport acquatici: surf, windsurf, canoa, canottaggio, barca a vela e nuoto. Per praticare queste attività sarà consentita l’uscita in mare e via libera anche alla pesca sportiva. Sì a passeggiate e jogging ma niente tintarella. Ieri, folla delle grande occasioni sul lungomare di Ponente che è tornato a respirare l’aria dell’estate. Nessun assembramento, però, e tutti a debita distanza tanto che non sono stati elevati verbali e multe. E i controlli sono stati comunque capillari. Ma a poche ore dalla riapertura le spiagge di Ostia non sembrano arrivare pronte all’appuntamento. 
I residenti saranno costretti a passeggiare tra rottami di barche e rifiuti, vegetazione incolta e bagni chimici già posizionati sull’arenile a pochi passi dalla riva. Insomma non uno spettacolo appagante per chi vorrebbe passeggiare a piedi sul bagnasciuga senza correre il rischio di incappare in qualche ferro arrugginito. Nonostante un intervento di bonifica nel tratto del lungomare di Ponente - a ridosso di piazza Scipione l’Africano - il resto è alquanto desolante. Detriti ovunque, materiale di risulta accantonato sulla maggior parte delle spiagge libere gestite dal Campidoglio: dall’ex Faber Beach fino all’ex Amanusa. «Una prima trance di lavori è stata eseguita - fanno sapere dal X Municipio - e nei prossimi giorni provvederemo a completare l’opera di bonifica». Intanto, fumata nera per la stagione balneare che forse sul Lido non partirà prima del 1 giugno (indiscrezioni parlano del 3 giugno, per evitare il rischio assembramenti del 2 giugno). Anche dalla sponda opposta del Tevere oggi si riparte e la situazione non cambia per le spiagge di Fiumicino e Focene. L’immondizia portata dalle piene del Tevere e poi spalmata dal mare sul tratto costiero Isola Sacra e Focene costringerà alla solita gimkana quanti torneranno a passeggiare sulla spiaggia comunale. 
Nel tratto di litorale davanti al lungomare della Salute, l’amministrazione ha iniziato la pulizia e il livellamento della sabbia. L’operazione nel tratto dopo lo stabilimento Miramare ha però sollevato forti perplessità perché si è proceduto allo sbancamento senza prima vagliare la rena, ricoperta da tanti detriti, che sono finiti così sotto circa 20 centimetri di sabbia livellata. «La ditta ha effettuato un’insufficiente pulizia manuale prima di spianare i cumuli – dice il residente Ivano Santoni che ha assistito ai primi interventi -. Negli anni passati prima di procedeva allo sbancamento e poi alla vagliatura dell’arenile. Purtroppo questa bella e efficiente abitudine si è persa. Peccato perché ora alcuni pericolosi rifiuti affioreranno durante la stagione estiva». Sono proprio canne, pezzi di vetro, legni con tanto di chiodi oltre alle molte siringhe a provocare ferite soprattutto ai piedi. A Focene, la pulizia effettuata dai gestori dei chioschi stride con gli enormi cumuli di immondizia seminati sulla riva. Tanti i mega tronchi e vicino allo stabilimento Lido, sempre a Focene, due discariche abusive: una sulla spiaggia e l’altra tra la macchia mediterranea. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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