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Ostia, spari nel fortino dei clan:«E’ la guerra per il pizzo»

Ostia, spari nel fortino dei clan:«E’ la guerra per il pizzo»
di Mirko Polisano
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Luglio 2020, 00:35

Con pistole alla mano hanno fatto irruzione nel garage di via del Sommergibile a Ostia Nuova con uno scopo ben preciso: quello di cercare qualcosa e lanciare un messaggio a chi quei sotterranei li «controlla». È giallo intorno al raid compiuto sabato notte a pochi passi da piazza Gasparri, fortino da sempre degli Spada e dei Fasciani. Poco prima di mezzanotte, in due si sono presentati in uno dei garage gestiti dalla mala. Un’azione che ha il sapore della sfida tra bande per cercare forse armi e droga, visto che le organizzazioni criminali del mare di Roma hanno trasformato questi scantinati dei palazzi del Campidoglio nei loro depositi. L’assalto al bunker è avvenuto in pochi minuti. In due hanno prima minacciato il “custode” e poi hanno sparato quattro colpi di pistola in rapida successione. Le esplosioni sono state sentite in modo nitido da molti condomini che hanno chiamato la polizia. Diverse pattuglie sul posto che hanno ricostruito la dinamica di quello che era accaduto. Il custode del garage si è accorto della loro presenza ed ha cercato di bloccarli. Ecco che i due hanno reagito sparando. Non solo: per evitare che il custode potesse dare tempestivamente l’allarme gli hanno rubato il cellulare. Sul posto la Scientifica che tende a escludere l’uso di un’arma vera da parte dei banditi ma piuttosto l’impiego di una pistola a salve. Infatti, non sarebbero stati ritrovati bossoli.



IL BUSINESS - C’è l’ombra dei «Baficchio» dietro il giro al nero dei parcheggi delle case comunali di Ostia Nuova. Un racket che si consuma da decenni. Chi ci abita, pur avendone diritto, per parcheggiare deve pagare il pizzo. A riscuoterlo gruppi di stranieri, per lo più romeni o albanesi, che fanno da manovalanza ai clan e, allo stesso tempo, da braccio operativo: per chi non paga, sono botte. O auto a fuoco. In modo da liberare posti per altri. Al vertice della piramide, ci sono i Baficchio, nome di spicco della mala del Lido e nemici storici degli Spada. Giovanni Galleoni, il boss «Baficchio» ucciso insieme a Francesco Antonini detto «Sorcanera» nel novembre del 2011, gestiva il racket dei parcheggi di piazza Gasparri. Era uno dei suoi business. Oggi a capo dell’organizzazione ci sarebbero gli eredi. A partire dalla moglie che continuerebbe a gestire gli affari di famiglia, e che «controllerebbe» il garage comunicante con quello della tentata rapina di sabato notte. Patrimonio del Comune utilizzato per incrementare il «tesoretto» della criminalità, per fare cassa. Tanto in quei bunker nessuno entra.

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LA RETE - A turno vengono impiegati anche i «guardiani», che sono soggetti pregiudicati senza scrupoli. Spesso ex pugili, con i quali è meglio non fare storie. Il business, che va avanti da tempo, come denunciano alcuni residenti, frutta ai malavitosi 60mila euro al mese, perché nei parcheggi sotterranei ci sono più di mille posti. Il costo singolo si aggira intorno ai 60 euro mensili. E per chi si rifiuta di subire il “pizzo”, arrivano le vendette. Fiancate danneggiate, ruote bucate, finestrini rotti e specchietti smontati e rivenduti. E quanto accaduto sabato a Ostia Nuova - secondo gli inquirenti - è molto di più di una tentata rapina, ma rappresenterebbe uno “sgarro” a chi comanda, da parte di chi ora vorrebbe comandare.

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