Roma, attaco hacker all'ospedale San Giovanni: al via il backup in tutte le strutture

Covid, l'spedale San Giovanni
di Flaminia Savelli
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Giovedì 16 Settembre 2021, 17:14

I tecnici stanno ancora lavorando al sistema della rete informatica dell'ospedale San Giovanni Addolarata. La violazione dei cyber criminali di domenica notte ha mandato in down sia i collegamenti telefonici che quelli telematici oscurando cartelle cliniche, esami radiologici e di laboratorio. Intanto la Regione Lazio ha però disposto il backup dei dati in tutti gli ospedali della Capitale. Una misura necessaria per mettere in sicurezza le informazioni sensibili dei pazienti e delle stesse strutture sanitarie.

La lettera informativa è stata inoltrata ieri. Una nota - analoga a quella inviata dopo l'attacco al sistema  regionale lo scorso 30 luglio - in cui i ai dirigenti ospedalieri sono state annunciate le nuove direttive per la sicurezza informatica: "Si rende noto - si legge nel documento interno - che in accordo con Regione Lazio, in seguito agli attacchi hacker occorsi ai sistemi informatici  ha ritenuto necessario disattivare le utenze a vario titolo attive, connesse direttamente o indirettamente alla rete informatica aziendale e regionale". Infine, vengono ricordate le regole per utilizzare in sicurezza. Per le connessioni da remoto infine, si specifica che: " saranno riattivate solo per particolari casi e dietro apposita richiesta".

Intanto le indagi sulla violazione alla rete del San Giovanni sono ancora in corso. La piattaforma è stata attaccata con lo stesso sistema utilizzato per compromettere la rete regionale: i cyber criminali con un virus telematico hanno limitato l’accesso al sistema informativo dell’ospedale che è diventato illeggibile. Per sbloccarlo è necessaria una specifica chiave crittografica. Ed è a questo punto che scatta il ricatto. La notte del 30 luglio i pirati del web, avevano infatti attaccato la piattaforma della Regione Lazio bloccando il sistema di prenotazione dei vaccini, ordini, dati informatici e sanitari. La maxi inchiesta si è subito allargata agli investigatori dell’Fbi statunitense e quelli dell’Europol, centro europeo per la criminalità informatica. Non c’è ancora nessun indagato nel fascicolo d’inchiesta aperto dalla procura e coordinato dal pool Antiterrorismo e da quello Reati informatici. 
 

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