ROMA

Giro di vite per gli open bus turistici in Centro: meno accessi e itinerari limitati

Domenica 22 Settembre 2019 di Pier Paolo Filippi
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Giro di vite per gli open bus turistici in Centro: meno accessi e itinerari limitati
Meno mezzi pesanti a congestionare il traffico nel Centro della città, maggiori opportunità per i visitatori di ammirare anche le bellezze e i “tesori” capitolini meno battuti dai circuiti turistici tradizionali. È con questo obiettivo che il Campidoglio, con una delibera approvata lo scorso 30 agosto, ha approvato un riordino del servizio “Gran turismo”, ossia i tour in città a bordo degli autobus scoperti a due piani. «Lo scopo è ridurre il traffico, contrastare l’inquinamento e tutelare la zona monumentale e centrale della città», spiegano dall’assessorato capitolino alla Mobilità.

Per questo motivo, sono stati ampliati i percorsi e diversificati gli itinerari dei tour. Attualmente, infatti, nel settore vige una sostanziale anarchia. Non ci sono linee definite, ogni operatore richiede l’autorizzazione in base alla legge regionale che regola questa attività per l’itinerario che ritiene più conveniente, ossia il Centro storico. Il risultato è una sovrapposizione tra diversi operatori sui tragitti più appetibili che spesso va a congestionare il traffico creando dei veri e propri blocchi. Tanto per fare un esempio, in via Ludovisi, tra via Crispi e via Veneto, ci sono tre fermate di tre operatori diversi, con i bus a due piani che transitano con una frequenza di cinque minuti, con tutte le ripercussioni del caso sulla circolazione stradale. A questa situazione, dal prossimo anno nelle intenzioni del Comune dovrà essere messa la parola fine, per arrivare a una situazione di maggiore razionalità.

Per raggiungere lo scopo, ma anche per ampliare e diversificare l’offerta per i turisti non solo nel cuore della città, sono stati disegnati degli itinerari ben definiti ai quali gli operatori non potranno derogare. Per alleggerire l’impatto degli open bus sulla mobilità cittadina, il Campidoglio ha fissato un numero massimo di mezzi che possono essere messi contemporaneamente in servizio su ogni linea, riducendo anche le frequenze dei passaggi. In totale, potranno circolare ogni giorno 72 bus scoperti. Pur essendo 20 in più di quelli attualmente presenti, l’ampliamento delle linee ad aree come ad esempio Ostia, Eur e Foro Italico, consentirà di alleggerire la pressione sul Centro. Secondo quanto calcolato dal Campidoglio con un apposito studio trasportistico, si conta di “espellere” dal Centro storico un terzo dei bus a due piani.

Sono dieci, in totale, le nuove linee turistiche che attraverseranno la città nel 2020. Sono state denominate “Pax Augustea”, “Tra Paganesimo e Cristianesimo”, “Terme Imperiali”, “Ludi romani”, “Roma Antica e contemporanea”, “Trasteverina”, “Regina Viarum”, “Le terrazze di Roma”, “Tesori oltre le mura” e “Porti di Roma antica”. Permetteranno di includere nel circuito aree di elevato valore culturale come le basiliche papali di San Giovanni in Laterano e San Paolo Fuori le Mura. Inoltre, i percorsi toccheranno alcuni degli angoli storici e di maggior richiamo turistico, quali Ostia Antica, Villa Pamphilj e Villa Borghese, a cui si aggiungono il Gianicolo, l’Eur e il Foro Italico. Il prossimo passo sul fronte degli open bus e della loro, adesso, è la messa al bando delle nuove licenze. In Comune si conta di chiudere entro il prossimo mese dicembre e di far quindi partire la riforma nel corso del 2020. Ultimo aggiornamento: 16:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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