Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Nostradamus, ritrovato il manoscritto rubato a Roma 20 anni fa: le profezie tornano a casa

Manoscritto di Nostradamus rubato a Roma 20 anni fa è stato ritrovato: le profezie tornano a casa
di Michela Allegri e Laura Larcan
4 Minuti di Lettura
Giovedì 5 Maggio 2022, 00:08 - Ultimo aggiornamento: 15:42

Chissà se Nostradamus avrebbe potuto prevederlo, magari tra le pieghe delle sue teorie e congetture più criptiche. Fatto sta che il celebre astrologo e veggente francese vissuto nel Cinquecento si ritrova ora al centro di un’indagine degna di un romanzo. Atmosfere da thriller, ma a lieto fine, e un viaggio per l’Europa, partendo da una biblioteca romana, attraversando i mercatini di Parigi e approdando in Germania. Protagonista è un manoscritto autografo di Michel de Nostredame, meglio noto come Nostradamus, appunto. Un autentico libro di profezie, rubato da una biblioteca di Roma quasi vent’anni fa, volato all’estero, risucchiato nelle trame del mercato antiquario e finito nel catalogo di una casa d’aste tedesca per essere venduto. Il prezzo base era oltre 12mila euro, ma il valore è molto più alto: «Può facilmente triplicare durante l’asta. Un collezionista potrebbe anche arrivare a spendere 50mila euro per un volume del genere, così pregiato», spiega un esperto. Sul frontespizio si legge “Profetie di Michele Nostradamo”, vergato in latino. Non è una stampa e risale al XVI secolo, a quando è vissuto, appunto, lo scrittore, famoso per aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo.

Galleria Borghese, colta da malore cade e danneggia il San Francesco di Guido Reni

L’operazione

L’intervento dei carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio culturale, in accordo con il Ministero della Cultura e coordinati dal pm Francesco Marinaro, è stato risolutivo. Ieri, il manoscritto di Nostradamus (grande circa dieci centimetri di base per quindici di lato, con circa 500 pagine) è stato restituito al legittimo proprietario, rientrando nella sede della Biblioteca del Centro per gli studi storici dell’ordine generalizio dei Barnabiti, dalla quale era sparito. In questo Centro si sono succeduti vari responsabili, per cui non è stato possibile circoscrivere l’arco preciso del trafugamento. Il volume è stato rintracciato perché nel catalogo è comparso il timbro a inchiostro della biblioteca dei Santissimi Blasi e Cairoli de Urbe, un altro ente ecclesiastico che nel 1991 è confluito nel Centro dei Barnabiti. Essendo un bene culturale a tutti gli effetti, di fronte all’evidenza del timbro l’autorità tedesca non ha potuto far altro che disporre il sequestro, su richiesta della procura di Roma. Dalle indagini è emerso che il manoscritto era finito anche sulla bancarella di un mercatino delle pulci di Parigi. Lì, era stato acquistato e poi era stato ceduto alla casa d’aste tedesca. Dopo la richiesta degli inquirenti romani, effettuata tramite rogatoria, il manoscritto era stato trasferito a Berlino.

Arce, arte e letteratura: un concorso per gli studenti, scadenze e premi

Le verifiche

Gli esperti dell’archivio di Stato tedesco hanno analizzato il libro e hanno stabilito che si tratta di un’opera originale: la stessa che era stata trafugata. Da Roma la sparizione era stata denunciata nel 2007, ma l’epoca della scomparsa non è certa: potrebbe essere precedente. A Berlino, il manoscritto è stato consegnato all’ambasciatore italiano, Armando Varricchio, dal ministro della Cultura, Claudia Roth. Durante la cerimonia, all’ambasciatore sono stati restituiti anche un dipinto di Agostino Tassi e una miniatura che fa parte di un messale cinquecentesco di Ludovico da Romagnano trafugato dagli archivi della Curia Vescovile di Torino nel 1990. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA