Covid, l'ultima vittoria di nonna Maria: vaccinata a107anni a Tivoli

Continuano le vaccinazioni nel Lazio per gli over 80
di Fulvio Ventura
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Domenica 21 Febbraio 2021, 15:10

Vaccinazione record a Tivoli. Ieri è stata somministrata la prima dose del siero anti Covid a una donna di 107 anni. La signora Maria, dopo aver vissuto e superato due guerre mondiali oltre all’epidemia di Spagnola del 1918-1919, sta affrontando anche questa pandemia. Con tranquillità ha atteso l’arrivo del personale sanitario che le ha fatto l’iniezione. «Non ha sentito nulla - racconta la nuora Erminia -, era ansiosa di farselo per essere più sicura». D’altronde, come ricorda lei stessa: «Non ho avuto la Spagnola, ora non voglio morire di Covid».

In attesa della seconda dose ci sarà bisogno di qualche giorno di cautela e così la signora Maria, nata in Puglia nell’agosto del 1913, quando l’Italia era un regno e andò al governo il Patto Gentiloni, dovrà ancora restare a casa con il figlio e la nuora.

«Prima uscivamo insieme - prosegue Erminia - andavamo in chiesa e al supermercato. Mi aiutava nella spesa. Ora è più sicuro che non esca. Dovremo attendere il richiamo e poi vedremo. Siamo stati felici che siano venuti i sanitari a casa, due ragazzi meravigliosi». La signora Maria, mamma di quattro figli, Antonietta, Gino Francesco, Vincenzo e Franco, ha sette nipoti e cinque pronipoti.

«E’ da un po’ che non ci vediamo tutti insieme. L’ultima volta è stato lo scorso anno per il compleanno di uno dei figli che festeggiava 80 anni. Siamo andati insieme al ristorante e ha brindato con lui. Era il 3 marzo. Dopo due giorni, il lockdown».

Da allora i contatti, per forza di cose, sono stati limitati. Tra le varie fasi di recrudescenza del virus per lo più le visite sono state a distanza. «Abbiamo fatto delle video chiamate, con alcuni figli e nipoti siamo riusciti a vederci, ma sempre con le mascherine, a distanza, e con tutte le adeguate protezioni. Però le mancano i figli, i nipoti ed i pro nipoti. Quando vede le loro foto, sorride. Anche a noi manca poter stare insieme».

Questa pandemia è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle dure prove che l’ultracentenaria ha dovuto superare. «Ha visto tante cose brutte nella vita, ricorda bene i giorni della guerra. Per sua fortuna dove abitava la Spagnola non fu particolarmente dura. Comunque allora non c’era un vaccino. Però, purtroppo, nella sua vita ha contratto il tifo. Da allora ha sempre avuto una salute di ferro e per tanti anni non ha mai preso medicine. Fino a pochi mesi fa leggeva senza occhiali».

Gli stessi sanitari che l’hanno vaccinata non nascosto la loro gioia. «Gli anziani ci stanno insegnando il rispetto della vita, la fiducia in un mondo migliore. A fine giornata facciamo sempre un piccolo resoconto del lavoro svolto e mettiamo sul piatto della bilancia insegnamenti ricevuti e ciò che abbiamo insegnato noi. Loro vincono».

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