Roma, giallo al Nomentano: durante gli scavi per il gas spuntano due scheletri

Giovedì 4 Aprile 2019 di Marco De Risi
Giallo in un cantiere. Alcuni operai, ieri mattina, stavano scavando per la riparazione delle condutture del gas, su un tratto di via degli Appennini, una via che collega corso Trieste a viale Gorizia. Sembrava una giornata di lavoro come le altre ed invece no: un operaio si è ritrovato nelle mani un osso umano. Gli scavi sono proceduti con maggiore precisione e a poco a poco sono stati individuati due scheletri ben conservati. Sul posto sono accorsi i carabinieri ed il cantiere è stato sequestrato e messo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Non dovrebbe trattarsi di un omicidio con occultamento di cadavere. Anche se solo dopo le varie perizie si avrà la certezza di scartare il quadro più tragico. A detta di alcuni archeologi che hanno visto gli scheletri si tratterebbe di ossa umane che risalgono a tantissimi anni fa, forse addirittura datate ai tempi dell'antica Roma.

Le ipotesi avanzate dagli esperti sarebbero due: o si tratta di due camicie rosse di stanza nella vicina Villa Garibaldi ai tempi dell'unità d'Italia o resti umani di epoca tardo-imperiale. Ma solo la conferma degli esami medico legali potranno indicare se i pareri degli archeologi sono veritieri. Per ora, ad esempio, fra le due prospettazioni, vi sarebbero secoli di storia di differenza fra la prima e la seconda. Quando si è sparsa la notizia nel quartiere a molti è venuto in mente il caso di Emanuela Orlandi, la ragazza cittadina vaticana sparita nel giugno dell'83 e mai più ritrovata, finita in inchieste passate e recenti dove figurano i servizi segreti di mezzo mondo, le autorità vaticane ed il crimine romano più spietato. Insomma, uno dei misteri più intrigati nel nostro Paese. Ma il ritrovamento dei due scheletri in via degli Appennini, almeno per ora, non rientrerebbe nei misteri italiani ma si tratterebbe di una scoperta che potrebbe avere un rilievo culturale di spessore.
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