Roma, Noemi Carrozza morta in moto finendo contro un albero. Il gip: si indaghi sul Comune

L’incidente nel 2018 sulla Colombo dell’astro nascente del sincronizzato

Noemi, morta per un albero. Il gip: si indaghi sul Comune
di Giuseppe Scarpa
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Venerdì 19 Novembre 2021, 00:27 - Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 14:17

Non ha commesso nessuna imprudenza alla guida del suo Ktm 125. Non ha bevuto alcolici. Non ha superato i limiti di velocità. Ma questo non è bastato ad evitarne la morte. Un albero posizionato a ridosso della carreggiata, in un punto in cui non doveva stare ha determinato il più tragico degli epiloghi il 15 giugno del 2018. Eppure la morte di Noemi Carrozza, ventenne campionessa di nuoto sincronizzato, non è da ascrivere ad una semplice fatalità. Ne è certo il gup Maria Paola Tomaselli che ha respinto la richiesta di archiviazione del pm e ha disposto che vengano effettuate più approfondite indagini. 

Il magistrato ha sottolineato come la Carrozza, alla guida della moto, abbia tenuto una condotta impeccabile. Le perplessità sono invece state sollevate nei confronti di chi è responsabile del verde pubblico: «Occorre valutare se il Comune di Roma abbia adempiuto all’obbligo di apprestare le dovute cautele per garantire la sicurezza degli utenti della strada anche proteggendo il leccio con mezzi ed apparati idonei». 

LA VICENDA

In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, la madre della giovane aveva spiegato di essersi sentita sola, di non aver ricevuto il giusto sostegno. «Un totale silenzio delle istituzioni. Questa noncuranza può compromettere i tempi del processo perché noi crediamo fermamente che non ci siano le condizioni per l’archiviazione». La donna aveva ragione adesso la procura dovrà riaprire il caso e fare piena luce. 
Due anni fa il pm ha chiesto l’archiviazione del caso, avendo stabilito il ctu che a farla cadere non siano state buche o radici presenti sul manto stradale. Noemi, nell’incidente stradale che ha portato alla sua morte è finita contro un albero, una tragedia che, sostiene la famiglia, si sarebbe potuta evitare qualora fosse stato presente un guardrail. Tuttavia non esistendo una legge che obbliga l’installazione delle barriere sulle strade dritte, per la procura il decesso non è imputabile all’imperizia degli enti preposti, così non c’è nessun colpevole.

Non dello stesso avviso il gip che ha chiesto una nuova e più dettagliata indagine per il reato di omicidio colposo. Il pomeriggio di primavera di tre anni fa Noemi era a bordo della sua moto e stava percorrendo via Cristoforo Colombo. Il suo Ktm 125 ha sbandato mentre la ventenne percorreva la strada a una velocità regolare, al di sotto del limite: 40 chilometri orari. Noemi non è riuscita ad evitare la caduta all’altezza della Villa di Plinio. Quello che accade dopo ne segna la fine tragica. La giovane non scivola ma sbatte violentemente su un albero, un leccio che lì non doveva esserci o che bisognava perimetrare perché non si trasformasse in una minaccia per motociclisti e automobilisti. L’ impatto violento non ha lasciato purtroppo scampo alla giovane, astro nascente dello sport.

 

I GENITORI

È morta così la 21enne stella del nuoto sincronizzato. Noemi Carrozza aveva rappresentato l’Italia in tante competizioni giovanili, come i Mondiali Junior e i Giochi Europei. Passata tra le “grandi”, aveva partecipato ai Mondiali di Nuoto che si sono svolti a Baku nel 2015. Tesserata con la società romana All Round, la 21enne si allenava spesso al Polo Natatorio di Ostia. 

«Siamo felici per i genitori di Noemi. Si rischiava di archiviare un’indagine nonostante fossero emersi chiari profili di colpa - spiegano i legali della famiglia, gli avvocati Emiliano Natoli e Filomena Trani - Per il padre e la madre non sapere come hanno perso la loro amata figlia significa averla persa due volte. Speriamo, adesso, che questa indagine ci permetta di fare piena luce. Simo certi di essere sulla buona strada»
 

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