«Non sporcate la strada»: nigeriano pestato a Roma dai rom che rovistavano nei cassonetti, è gravissimo

«Non sporcate la strada»: nigeriano aggredito e pestato a Roma da un gruppo di rom, è gravissimo
di Marco De Risi
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Domenica 8 Agosto 2021, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 10:49

Discreto, educato, pulisce la strada da giorni, a Labaro, vicino al parco Marta Russo, vicino a largo Quistello. Lo conoscono in tanti nella zona: qualcuno gli lascia qualche moneta nella scatola di cartone che Alaba mette sul bordo del marciapiede, lui ringrazia e continua a spazzare e a togliere erbacce. Per questo quando ha visto due nomadi che, dopo aver rovistato nei cassonetti, lasciavano il marciapiede di nuovo sporco, gli ha detto di raccogliere tutto quello che avevano gettato a terra. Ed è allora che i due lo hanno riempito di botte con una spranga: ora Alaba, nigeriano di 30 anni, è ricoverato in ospedale, in prognosi riservata.
IL FATTO
Erano circa le 11.30 del mattino. I nomadi hanno reagito in modo violentissimo. Prima sono saliti su un furgone e, a tutta velocità, hanno provato ad investire il nigeriano. Poi, non essendo riusciti nel loro intento, uno dei due è sceso con una spranga e l'ha colpito più volte: l'uomo è svenuto in terra insanguinato.

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Qualche passante ha notato la scena ed ha chiamato le forze dell'ordine. Sul posto sono accorse alcune volanti della polizia che hanno trovato lo straniero esanime sul marciapiede e che perdeva sangue dalla testa. Immediato l'intervento di un'ambulanza del 118. I sanitari hanno prestato le prime cure sul posto, poi, hanno messo il nigeriano su una barella e l'hanno trasportato all'ospedale Sant'Andrea. Lo straniero è arrivato al pronto soccorso in codice rosso. La prognosi è riservata ma non è in pericolo di vita.

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Intanto, nella zona dove Alaba è conosciuto per pulire, in modo educato e silenzioso, i marciapiedi, la notizia della sua aggressione è arrivata a molti cittadini: «Come è possibile che ad una persona pacifica come il nigeriano possa essere capitato un'aggressione così violenta. Quel ragazzo è conosciuto per fare anche degli altri lavoretti chiesti da alcuni residenti, come portare la spesa agli anziani», «Non si meritava una cosa del genere», racconta chi abita nei palazzi vicino a largo Quistello.

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LA FUGA
Sono gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo a dare la caccia ai due nomadi, ma non è semplice. Nessuno ha annotato la targa del furgone a bordo del quale sono scappati. Sono partiti dei controlli nei campi nomadi della zona. In quelle aree si respira molta omertà, difficile per la polizia venire a sapere qualcosa. Ed anche il furgone sembra essere sparito nel nulla. Una buona pista è quella di conoscere il gruppo di nomadi che ogni giorno va a svuotare i cassonetti della zona. E' possibile che fra di loro si nascondano anche i due nomadi che hanno picchiato a sangue il nigeriano. Presto saranno esaminate le immagini dalle telecamere delle strade vicine, nella speranza che possano avere inquadrato i nomadi mentre svuotavano altri cassonetti.
 

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