Nettuno, Iandolo porta a Sanremo la lingua dei segni

Nettuno, Iandolo porta a Sanremo la lingua dei segni
di Antonella Mosca
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Giovedì 6 Febbraio 2020, 17:07

Il successo di “Cos’è”, la canzone del gruppo “Le Vibrazioni” prima classificata nella serata inaugurale di Sanremo 2020, passa anche attraverso Mauro Iandolo, il performer di Nettuno che l’ha “tradotta” in Lis - la lingua italiana dei segni per le persone sorde - riversandovi tutto il talento con cui si è formato in questo particolare e insolito settore interpretativo. Il gruppo pop rock ha voluto anche che Iui facesse «un passo avanti» nelle battute finali della canzone, in un coinvolgente duetto con Francesco Sarcina, il frontman della band, per sottolineare la scelta sul tema dell’inclusione. Mauro Iandolo, 37 anni, è figlio di genitori sordi ma non è sordo: ha imparato la Lis per poter comunicare con loro. Il giorno dopo l’esibizione risponde contento. Tutta un’altra cosa dalla sera prima in cui spiegava: «Qui i ritmi sono frenetici, spero che vada tutto bene».
Allora, è andata benissimo, no? «Certo - risponde - è stata una grande emozione, un sogno realizzato che devo alle persone che mi hanno voluto sul palco. A Claudio Ferrante, della società di distribuzione Artist First, che era interessato alla Lis per l’esibizione delle Vibrazioni. Ad Amadeus che gli ha parlato di me, dato che avevo partecipato a I Soliti Ignoti. A Le Vibrazioni e al loro manager Alessandro Fabozzi, che mi hanno accolto con grande amicizia e con i quali mi sono preparato a Milano, studiando due lingue diverse perché arrivasse a tutti la stessa bellezza musicale». Come ci si sente sul palco di Sanremo? «Eravamo elettrizzati - dice - ma è bastato che il maestro Beppe Vesicchio ci desse il via, per esibirci al massimo. E’ un grande artista e una grande persona». Della Lis Mauro Iandolo ha fatto una scelta di vita e professionale. A Nettuno ha fondato l’associazione
Officina Lis e il gruppo teatrale Oltresuono, lavorando anche nelle scuole come assistente alla comunicazione per studenti sordi e formatore per docenti sulla Lis.
Collabora con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha tenuto in vari atenei workshop sulla Lis e l’arte. Ma la sua passione è la musica. «Lavoro da tempo - spiega - come performer in Lis. Un impegno artistico e professionale che mi ha portato ad interpretare canzoni di Tiziano Ferro, Elisa, Vasco Rossi, Renato Zero. Di recente all’Auditorium di Roma mi sono esibito in un concerto di musica popolare di Ambrogio Sparagna. Sanremo è il sogno nel cassetto che si è avverato!».

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