Roma, nella discarica dell'Aniene spunta l'album di famiglia con foto antiche. Li riconoscete? Scriveteci

Roma, nella discarica dell'Aniene spunta l'album di famiglia con foto antiche
di Laura Larcan
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Giovedì 28 Gennaio 2021, 09:20 - Ultimo aggiornamento: 11:44

Dal letame nascono fiori, cantava Fabrizio De Andrè, ma possono spuntare anche storie antiche di oltre cento anni. Come quelle riaffiorate dalla coltre di discariche abusive che infestano la riserva naturale dell'Aniene, lungo gli argini del fiume presso Ponte Salario, e la porzione di quartiere tra Salaria e Prati Fiscali. La scoperta è singolare. Proprio durante un'operazione di pulizia, una di quelle che parte dal basso, dai cittadini volontari del Gruppo Retake Roma lungo l'Aniene. È qui che sono venute fuori, da un immondezzaio nauseabondo, decine e decine di fotografie del passato. Immagini di primo 900 (alcune sono datate fin dal 1911) che sembrano uscite da un romanzo. «Ai miei cari zii, in segno di puro affetto, vostra nipote Tilde», si legge scritta a mano, insieme alla data del 1917, sul retro di una fotografia (una delle tante) d'un color seppia logorato dal tempo e dall'acqua. «Quando le abbiamo trovate erano tutte bagnate, zuppe, dentro un album. Ci siamo tutti fermati come incantati a guardarle», racconta Emanuela Fiorenza, coordinatrice del Gruppo Retake Roma. È stata una dei volontari a trovarle, Monica Cau, mentre con il rastrello cercava di trascinare via sacchi sparsi, probabili scarichi di svuota-cantine abusivi. Dove è successo? In uno dei sottopassi infernali della zona, dove la stessa Ama non osa andare da anni. Foto così particolari e suggestive da stridere con le immagini del degrado che le circonda.

 
 

Li riconoscete? A firmare i ricordi è una donna, Matilde, che si firma spesso Tilde. Se riconoscete il volto di qualcuno scrivete al Messaggero

Di chi sono? 


Come sono finite in questo sprofondo di rifiuti? Ci sono due tesi possibili: buttate da svuota-cantine senza scrupoli oppure ricettazione da furto. Ma rubate a chi? A colpire solo le pose, gli abiti, i dettagli degli accessori, le pettinature: evocano un piccolo mondo antico di inizio Novecento. Avi e bisnonni di famiglie romane. Che forse ora possono ritrovarle. «Sono foto fatte stampare su cartoline, come si usava all'inizio del secolo scorso, da inviare a parenti e innamorati - osserva Emanuela Fiorenza - In particolare spicca una serie di foto di una donna, Matilde, che si firma spesso Tilde». C'è tutta la sua vita, da giovane, tra il 1915 e il 1922, fino alla maturità. Sul retro delle foto scrive sempre dei pensieri per le zie. «Questa è la foto dove sono venuta meglio», si legge. E ancora: «Qui si vede che sono un po' ingrassata». «Questa è la mia preferita». Sempre lei si fa fotografare anche con una sorella. Dal logo sulle cartoline il Gruppo Retake ha capito che lo studio dove stampava le foto era in piazza della Libertà, in zona Prati. «Abbiamo controllato, non esiste più», precisa Fiorenza. In un'altra foto compare un giovane uomo, elegante, in posa sulla nave Principessa Mafalda, il piroscafo che affondò al largo del Brasile. «Lo stesso giovane lo ritroviamo in altre foto, che documentano i suoi viaggi sulla nave». Forse è stato il marito di Tilde? E' un'ipotesi. «Quando le abbiamo scoperte stavano dentro un sacco di chincaglieria. In questa disumana condizione di degrado ci hanno riportano all'umanità di Roma», riflette Fiorenza. Istantanee di un'altra epoca.

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I sottopassi 


Una sorpresa dal passato mentre si sta lavorando per far rinascere la riserva dell'Aniene, dove da tempo anche l'Osservatorio ambientale Sherwood di Lorenzo Grassi denuncia il degrado estremo. Qui i volontari stanno cercando di restituire a fatica il decoro che merita. «Pur avendo tanta storia millenaria e interesse naturalistico perché siamo vicini alla leggendaria foce dell'Aniene nel Tevere, questo luogo è fuori controllo, terra di nessuno, utilizzato per discariche abusive». Le vie dell'inferno sono cinque sottopassaggi, costruiti per facilitare l'attraversamento delle arterie ad alto scorrimento tra Salaria e Prati Fiscali. «Sono punti semi-nascosti, oramai rappresentano luoghi proibiti per noi perché presi di mira da persone senza scrupoli. Qui smistano refurtive varie. Troviamo spesso documenti, carte di credito. Qualche giorno fa ne ho portate almeno una decina al commissariato del Quartiere Africano. Spesso troviamo sacchi di traslocatori abusivi: li vengono a gettare qui per non andare alla discarica regolare». Pensare che i sottopassi sono dotati persino di scivoli per disabili. Un tempo i ciclisti li utilizzavano come attraversamenti, ora è impossibile la chicane tra i rifiuti.

 

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