'Ndrangheta a Roma, quali sono i locali sequestrati: da Torpignattara al Tuscolano, la "mappa"

'Ndrangheta a Roma, quali sono i locali sequestrati: da Torpignattara al Tuscolano, la "mappa"
di Camilla Mozzetti
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 11:19

Dalle pasticcerie ai ristoranti, dalle tabaccherie alle società ittiche: 24 sono le società e le aziende sottoposte a chiusura e sequestro dalla Dia al termine dell’operazione “Propaggine” che ha alzato il velo sulla “locale” di ‘ndrangheta trapiantata a Roma e guidata da Vincenzo Alvaro e Antonio Carzo.

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Rendita e riciclaggio per questo, a poco a poco, dal 2015 il “duo” si è impossessato di tante attività attraverso prestanome e teste di legno. Diversi i quartieri della Capitale che sono stati “contaminati”. Ieri i sigilli sono stati apposti ad attività riconducibili tra le altre alla Templari srl, alla Panforno srls o ancora all’Oasi dolciaria. Tutte società che a loro volta possedevano diversi esercizi commerciali, dal bar pasticceria “Iside” di via Siria (quartiere San Giovanni) al bar “Pedone” in via Ponzio Cominio zona Tuscolano. Ancora nell’organigramma della “locale” si contano ancheo il “Gran caffè Cellini” di piazza Capecelatro (Primavalle), il bar “Alla 49” di via Selinunte (zona Quadraro), il bar “Clementi” di via Pasquale Alecce al Prenestino, la pizzeria “Binario 96” – divenuta anche luogo di “summit” – sempre al Tuscolano. E poi ancora il “Derby bar” di via Malatesta a Torpignattara, il panificio “Zio Melo” ancora la Prenestino. I bar avevano tutti un punto “Sisal” e dunque venivano usati per operazioni di spoglio e riciclaggio.

 

Questa mattina poi sono scattati nuovi sequestri a carico di Pasquale Vitalone che nel 2017, ricevuta la soffiata su un’indagine a carico della “locale” di ‘ndrangheta informerà Antonio Carzo dei possibili arresti che potrebbero avvenire «di tutti voi altri, i calabresi». Ad eseguirli i carabinieri del comando provinciale a conclusione di indagini patrimoniali e bancarie svolte dal Nucleo investigativo di via In Selci con il coordinamento della Procura – Direzione distrettuale antimafia. A Vitalone, classe 1976, considerato socialmente pericoloso in ragione di numerosi procedimenti penali nei quali è stato condannato per associazione mafiosa e reati contro il patrimonio, i militari hanno sequestrato una villa con giardino a Sacrofano nelle disponibilità della moglie per un valore di 250 mila euro e un’attività di ristorazione “tavola calda” con annessa tabaccheria per un valore di altri 250 mila euro.

Già nella precedente indagine “Enclave” condotta sempre dai carabinieri del Nucleo investigativo, al Vitalone erano state sequestrate altre attività commerciali in zona Casal Del Marmo

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