Roma, scontro scooter-camion: muore sul Raccordo il teste del caso Sacchi

Roma, muore sul Raccordo il teste del caso Sacchi
di Flaminia Savelli
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Venerdì 7 Maggio 2021, 10:29 - Ultimo aggiornamento: 10:33

Stava viaggiando a bordo del suo scooter a ridosso della corsia d'emergenza dove un carroattrezzi si era appena fermato. Quando l'ha visto ha tentato una manovra disperata ma ormai era troppo tardi: lo scooter ha centrato in pieno il mezzo pesante e per i due ragazzi non c'è stato nulla da fare. Sono morti così Simone Piromalli, 21enne studente di economia e super testimone del delitto di Luca Sacchi, e la fidanzata Giorgia Albano, un'educatrice scolastica di 21 anni. C'era lui ieri pomeriggio intorno alle tre alla guida dello scooter. Il terribile incidente è avvenuto sul Gra, tra l'uscita Nomentana e l'uscita 12 Centrale del Latte. I sanitari del 118 intervenuti in una manciata di minuti, hanno accertato che Piromalli è morto sul colpo. Per la ragazza invece, la speranza si è accesa ma solo per pochi istanti. Ogni tentativo di rianimazione è stato inutile. Le indagini per accertare la dinamica dell'incidente sono ora assegnate agli agenti della polizia Stradale che per oltre due ore hanno chiuso il tratto dell'anello del raccordo, all'altezza della Nomentana, per procedere con i rilievi e consentire il trasporto dei due corpi al policlinico Gemelli dove verranno eseguite le autopsie su Piromalli e l'amica.

La ricostruzione - Gli agenti della Stradale hanno accertato che Piromalli stava viaggiando in prossimità della corsia d'emergenza quando si è scontrato contro un mezzo di soccorso fermo. Un destino tragico, legato a filo doppio a Luca Sacchi, il 25enne personal trainer ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre del 2019 con un colpo di pistola alla testa davanti al John Cabot, il pub in zona Appio. Piromalli era amico d'infanzia di Valerio Del Grosso e Valerio Rispoli che quella notte spararono alla testa di Sacchi finito in mezzo a una trattativa per droga. Testimone oculare, a lungo è stato indagato dalla procura per violazione della legge sugli stupefacenti: inizialmente sospettato di essere un mediatore della compravendita di 15 chili di marijuana che il gruppo di Casal Monastero, di cui faceva parte insieme a Del Grosso, avrebbe dovuto cedere in cambio di 70mila euro al gruppo dell'Appio Latino di Giovanni Princi, amico di scuola di Sacchi (già condannato a 4 anni in abbreviato) e Anastasiya Kylemnik, fidanzata della vittima. La posizione di Piromalli però, era stata subito archiviata. Anzi, era stato proprio lui ad accendere una prima luce sui fatti di quella terribile notte. Per la procura il testimone «più sincero» che aveva puntato il dito su Nastia, indagata pure lei per droga. Ai giudici Piromalli aveva infatti riferito: «Ho visto estrarre una mazzetta di soldi dallo zaino di Anastasiya». Aveva infine spiegato perché quella notte si trovava lì per accompagnare con la sua auto Rispoli che non aveva la patente in cambio di una ricompensa: «Del Grosso mi aveva promesso che mi avrebbe dato qualcosa. Il pagamento di una serata, qualcosa da bere». Una deposizione chiave dunque anche se ancora oggi, i pezzi della storia non sono stati tutti messi insieme e gli angoli ancora non combaciano. Il 21enne però era finito ancora nei guai l'anno successivo: era rimasto coinvolto in un'indagine dei vigili urbani su presunte corse clandestine in auto a Telenti.

 

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