CORONAVIRUS

Fase 2, è già movida a Ponte Milvio
i residenti: «Già una rissa davanti a un bar»

Giovedì 21 Maggio 2020
In tanti affollano ponte Miilvio
Senza mascherina, ignorando i divietti di assembramento. A Ponte Milvio la movida è ripresa come se l'era Covid non fosse mai arrivata in tutto il mondo. Capannelli di giovani in mezzo alla strada, altri seduti sul muretto a bere birra. Tutti insieme, vicini. E nel primo giorno di apertuta dei locali anche una rissa. Il pomeriggio del 18 maggio. «Già qualche giorno fa nel quadrilatero delle movida di Ponte Milvio, a via Riano, è successo molto peggio che un assembramento su strada - racconta Paolo Salonia, portavoce del comitato Abitare Ponte Milvio - Davanti a un locale molto frequentato da giovani bevute, schiamazzi e anche una rissa. Tutto andato in scena dall'ora dell'aperitivo fin a ben oltre la mezzanotte del 18 maggio. Alla fine sono dovute intervenire le forze dell'ordine».
Ci sono locali in zona, come questo bar, di dimensioni ridicole, circa 3 metri quadri, ed è ovvio che poi tutto si svolge sulla strada.
«La normativa ci dice che il gestore del locale è responsabile di quanto accade antistante al suo locale, soprattutto quando non ha lo spazio sufficiente a contenere tutti gli avventori», spiega Salonia che non nasconde la «preoccupazione dei residenti» con l'avvicinarsi del weekend. «Se non era tollerabile prima, figuriamoci ora in emergenza sanitaria. Servono maggiori controlli, spesso assenti - denuncia il  portavoce dei residenti del quartiere - Si continuano a dare licenze e aprono nuovi bar che non hanno nemmeno gli spazi fisici. Tutta l'area di Ponte Milvio si è trasformata in un grosso locale a cielo aperto di somministrazione bevande senza soluzione di continuità». Naturalmente non sono tutti uguali: ci sono gestori a Ponte Milvio che si comportanto in maniera rigorosa, rispettando le normative vigenti. «Comprendo a pieno le difficoltà arrecate dal lockdown, ma non si possono certo giustificare gli irresponsabili, non mi piace che si banalizzi il discorso colpevolizzando i giovani che hanno il diritto di divertirsi. Siamo noi adulti che dobbiamo proporgli un'offerta migliore. Siano gli stessi proprietari del locali a provvedere al rispetto delle regole, altrimenti è evidente che hanno oggettive responsabilità».

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