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Monopattini, la giungla Roma ma le regole non arrivano: all’estero leggi più severe

Tante proposte, ma per adesso nessuna si è concretizzata

Giungla dei monopattini a Roma, ma le regole non arrivano: all estero leggi più severe
di Francesco Pacifico
5 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Febbraio 2022, 07:10

Tra mezzi parcheggiati dove capita e centauri che sfrecciano a tutta velocità contromano, nella giungla romana dei monopattini ci sarebbe anche una compagnia non autorizzata. Il Comune ha scoperto che uno dei soggetti che offre il servizio - la Surf - non ha mai ottenuto la licenza come le altre 7 realtà di sharing attive nella Capitale. Tanto che ieri mattina l'assessorato ai Trasporti ha convocato la start up che la gestisce, la Micromob, e ha inviato una nota per «evidenziare che tale servizio può essere esercitato solo con autorizzazione di questo dipartimento a seguito di invio formale di manifestazione di interesse», ai sensi della normativa vigente.

Monopattini, giungla Capitale

 

Cioè la delibera approvata dalla giunta Raggi nel 2020 per fare di Roma la Capitale della Mobilità dolce e il successivo avviso pubblico con il quale l'ex sindaca chiese alle aziende del settore di mettere a disposizione auto, monopattini, biciclette e motorini elettrici in sharing. Grazie a quella deregulation sono ormai quasi 30mila, utilizzati da un milione tra residenti e turisti.

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NEL MIRINO
Per la cronaca, la ditta finita nel mirino del Comune respinge le accuse e si difende in punta di diritto. «Si è vero - ammette il fondatore Paolo Floridi - non abbiamo l'autorizzazione per il servizio in sharing e non abbiamo partecipato al bando del 2000, durato poi due settimane, al quale hanno partecipato soltanto i big player cinesi e americani. Ma noi non ne abbiamo bisogno: perché non facciamo free floating, ma noleggio attraverso i nostri centri o con alcuni alberghi convenzionati. E comunque abbiamo presentato regolare Scia al Comune per iniziare l'attività». In Campidoglio sono convinti che non basti, ma sulla situazione del mercato in sharing della Capitale, ogni giorno sempre più disastrosa, l'imbarazzo è forte. Tanto da fare nuove pressioni sulla commissione capitolina dei Trasporti per approvare il regolamento sulla mobilità su due ruote, che è fermo in questa sede da un paio di mesi.

Ieri il presidente dell'organismo, Giovanni Zannola, ha convocato i componenti per provare a dare un'accelerata al testo. Infatti ha annunciato di voler portare in aula al più presto un ordine del giorno con le linee guida del futuro e tanto agognato regolamento. Che comunque non sarà scritto e approvato dall'aula Giulio Cesare prima di luglio. Per la cronaca, l'esponente Dem avrebbe anche le idee chiare: «Dobbiamo fare in modo che i monopattini diventino davvero uno strumento dell'ultimo miglio, per andare per esempio da casa alle stazioni delle metro e non concentrarli solo nel Centro». Ma lo stallo resta, come dimostra la commissione convocata ieri, dove i suoi membri hanno finito per litigare sull'uso del casco obbligatorio anche a Roma. Ipotesi abbastanza aleatoria - come dimostra l'ordinanza bocciata in questa direzione a Firenze - anche perché nelle linee guida del governo è previsto soltanto per chi ha meno di 14 anni. Eppure il grosso del lavoro sarebbe stato già fatto, sia per l'opera degli uffici preposti sia per le proposte lanciate dagli operatori al Comune.

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Le linee di guida annunciate ieri da Zannola, di fatto, sono state già individuate e dovrebbero muoversi su chiare direttrici. Per quanto riguarda l'uso, il Campidoglio vuole innanzitutto aumentare gli stalli di parcheggio in Centro storico, che oggi sono una decina: nelle aree di pregio, come è in parte adesso, si potrà parcheggiare soltanto in alcuni appositi spazi ben delineati e lontani dai monumenti. In caso contrario, e come già ora nel cuore della Capitale, chi abbandona il monopattino dove capita, continuerà a pagare il servizio. Più in generale, e nel resto della città, multe salate alle due ruote (anche bici o motorini elettrici) lasciate sui marciapiedi più stretti o davanti alle strisce pedonali e alle piattaforme per i disabili. In quest'ottica si chiederà ai vigili maggiori controlli (lo scorso anno i verbali sono stati poco più di 700) anche sfruttando meglio la piattaforma di geolocazione già creata dal Campidoglio e dalle compagnie. Ai gestori poi il Comune imporrà di tenere fissi una parte dei 14mila monopattini oggi autorizzati nei quartieri più periferici, anche per potenziare i collegamenti da e verso le stazioni della metropolitana. Nelle linee guida poi indicazioni sugli obblighi per le aziende di smaltire le batterie e di stabilizzare i propri dipendenti.

 


I PRECEDENTI
Ieri la Regione Lombardia ha approvato una proposta di legge da inviare al governo per introdurre casco e assicurazione obbligatori. Sull'obbligo di casco ci aveva provato a Firenze anche il sindaco Nardella, ma la sua ordinanza è stata respinta dal Tar, mentre Milano ha disposto oltre 200 stalli di parcheggio ad hoc. In Campidoglio però si stanno studiando anche le soluzioni ideate all'estero per frenare le corse selvagge sui monopattini. Ad Amsterdam si possono utilizzare solo mezzi con doppio sistema di frenatura, a Londra non possono essere portati su bus e metro, a Madrid i vigili controllano anche con l'etilometro chi li guida, a Oslo c'è il divieto della circolazione tra le 23 e le 5, a Parigi limite di velocità a 10 km/h davanti a parchi, scuole, e zone pedonali, a Stoccolma, per fare prima, hanno quasi dimezzato le due ruote autorizzate in passato.
 

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