Processo Mondo di Mezzo: «Odevaine, Tredicine e altri 12 devono risarcire 20 milioni

Processo Mondo di Mezzo: «Odevaine, Tredicine e altri 12 devono risarcire 20 milioni
di MIchela Allegri
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Venerdì 13 Novembre 2020, 11:21

Per anni la città di Roma è stata «violata, abusa, sfregiata». Non ha dubbi il pm Massimiliano Minerva quando chiede una condanna pesantissima per 14 pubblici ufficiali - politici, funzionari, dirigenti capitolini - coinvolti nel processo Mondo di mezzo. La Corte dei conti quantifica il danno in 20 milioni di euro, per le migliaia di gare di appalto pilotate principalmente in favore delle cooperative di Salvatore Buzzi e per gli innumerevoli episodi di tangenti. Il risarcimento a sei zeri viene chiesto, tra gli altri, a Luca Odevaine, ex componente del Tavolo di Coordinamento nazionale sull'accoglienza considerato dagli inquirenti l'infiltrato della criminalità nelle stanze del potere, l'ex capogruppo di Pdl e Forza Italia in Campidoglio e in Regione, Luca Gramazio, l'ex presidente dell'assemblea capitolina Mirko Coratti, l'ex consigliere comunale del Pdl Giordano Tredicine, l'ex ad di Ama Franco Panzironi, l'ex assessore Daniele Ozzimo.


LE CONSEGUENZE
La richiesta contabile arriva prima della quantificazione definitiva delle pene per alcuni imputati, ma per i magistrati non c'è bisogno di attendere: le conseguenze economiche per la città sono chiare. Mondo di mezzo, sostiene la procura contabile, «ha portato alla luce un fenomeno distorsivo del buon andamento della cosa pubblica allarmante, la completa alterazione di interi settori dell'amministrazione della città di Roma». Tra l'altro, si tratta dei settori più delicati: assistenza sociale, abitativa, gestione degli sfollati, campi nomadi, settore ambiente. «In questi settori - prosegue il pm Minerva - l'Amministrazione non era più indirizzata alla cura della cosa pubblica, ma a soddisfare gli interessi particolari di un gruppo di potere».
Le procedure alterate, sostiene il pm, sono migliaia: 1.427 nella sola area ambientale. E le conseguenze, secondo gli inquirenti, sono palesi: rallentamenti nei servizi, sospensione di centinaia di procedure, danni al patrimonio storico e artistico della città.

Replica Salvatore Buzzi: “In realtà le gare sono state meno di dieci e a detta dell’Anac erano ben altri i monopolisti. Non si tratta di migliaia di gare pilotate, ma di poche gare tutte turbate per collusione, quindi in accordo con altri imprenditori e non con bandi sartoriali”.

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