Castelnuovo di Porto, il Comune vuole gestire i servizi: rivolta degli ex sindaci

Il centro storico di Castelnuovo di Porto a nord di Roma sulla direttrice della Flaminia
di Chiara Rai
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Venerdì 29 Gennaio 2021, 18:26

Mistero a Castelnuovo di Porto, a nordi Roma, dove l’amministrazione guidata da Riccardo Travaglini, un sindaco civico orientato verso il Centrosinistra, vorrebbe costituire in Comune una società municipalizzata, a proprietà pubblica, per gestire servizi come la pulizia, la farmacia comunale, il cimitero e i beni di sua proprietà. Immediata un “sollevazione” da tutti gli ex sindaci, senza distinzione di colore, totalmente contrari all’idea. «La società - ipotizzano sospettando non si sa cosa - è aperta ai privati». Su Facebook si grida allo «scandalo». Ma come spesso accade, nel caos dei commenti e dei post su internet, la gente ci sta capendo poco e niente.
Tanti cittadini sul web chiedono chiarezza accogliendo la notizia come «determinante» per il futuro della cittadina di 9 mila abitanti: «Si vota la privatizzazione della gestione di tutti i servizi comunali - scrive Fabrizio Rea via Facebook - Ho capito bene?!? Sarebbe interessante una bella riflessione pubblica a riguardo». Rincarano la dose i pentastellati con una lunga nota: «Affidare i beni comuni - si legge - e le nostre finanze ai privati significa esternalizzare tutto ciò che è possibile a un costo maggiore». Poi arriva la lettera aperta scritta dagli ultimi quattro sindaci, di differenti colori politici, che si sono alternati a Castelnuovo di Porto negli ultimi 40 anni: Fabio Stefoni, Giampiero Sale’, Alessandra Paradisi e Massimo Lucchese. Una loro richiesta è stata inoltrata al presidente del consiglio comunale: «Ritirare il punto all’ordine del giorno del consiglio comunale per la costituzione di una società partecipata pubblica ma aperta all’ingresso di terzi, cosa che comporterebbe una privatizzazione della gestione dei servizi e del patrimonio comunale».


La confusione è notevole, La presunta mancanza di partecipazione attorno al progetto sarebbe la scintilla che ha acceso la miccia dello scontro: «Non è possibile - dice l’ex sindaco Fabio Stefoni - che ci sia una decisione calata dall’alto senza prima condividerla con i gruppi consiliari, i dipendenti e i cittadini. Come abbiamo scritto noi ex sindaci, i cittadini sono i soli e unici proprietari del destino del paese e una decisione così importante non può prescindere da passaggi con l’opinione pubblica e che prevedono un attento ascolto di tutte le istanze».
Ma il sindaco Riccardo Travaglini parla di «tanto rumore per nulla» riferendosi al “giallo”. «Non c’è niente di oscuro nonostante le polemiche». «Con il Consiglio Comunale - dice - avviamo una consultazione pubblica, nulla è deciso. Abbiamo un ingente patrimonio immobiliare a Monte Tufello con oltre 300 unità abitative (occupate abusivamente) confiscato per reati associativi e dobbiamo gestirlo al meglio. Poi c’è la gestione della farmacia comunale che deve restare pubblica. In questa emergenza pandemica abbiamo capito ancora di più l’importanza di avere una gestione in house partecipata al 100% dal Comune per espletare al meglio tutti questi servizi». Gli animi restano molto accesi e i cittadini vorrebbero capire come e chi si occuperà dei servizi di Castelnuovo: «Se quattro ex sindaci parlano - commenta sui social Gioia Rossi - forse qualcosa che non va c’è». «Ma ci sono verità soriche - dice Giuseppe Giovanni Gabriele Longo - Tre dei quattro sindaci che criticano, tranne la signora Paradisi, hanno gestito la cosa pubblica locale con molti degli attuali membri del Consiglio comunale». C’è nebbia a nord di Roma.

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