Roma, caos metro B: troppi guasti, tagliato il 40%delle corse. «Peggio che con il Covid»

Il servizio ad aprile è sceso in picchiata. Ira sui social: «Convogli superaffollati»

Caos metro B, troppi guasti tagliato il 40% delle corse. «Peggio che con il Covid»
di Fabio Rossi
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Sabato 28 Maggio 2022, 00:16 - Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 09:16

Treni fermi, guasti, stazioni chiuse. Risultato finale, dopo anni di ritardo nella manutenzione dei convogli e delle infrastrutture, troppo spesso trascurata dalla passata amministrazione: il servizio della linea B della metropolitana è ai minimi termini. E questo già da prima dell’inizio dei lavori straordinari alla fermata Colosseo che, dal 19 aprile al 5 giugno, stanno causando la chiusura della tratta Castro Pretorio-Laurentina dopo le 21 e l’intera giornata nei weekend. L’impatto più evidente è sull’offerta di trasporto della linea: facendo un rapporto tra il servizio reale e quello medio programmato negli ultimi anni - secondo i dati raccolti e organizzati dal blogger “Mercurio Viaggiatore” e tratti dai report mensili ufficiali dell’Atac - da agosto scorso a oggi il servizio è sceso in picchiata, fino a raggiungere (a marzo) il punto più basso, con l’erogazione di appena il 61,8 per cento del trasporto previsto. Insomma, meno di due terzi di quanto sarebbe previsto. Tutto questo si ripercuote sull’affollamento medio delle vetture: sui social sono in tanti a postare foto di treni stipati di viaggiatori, a cui (secondo le segnalazioni degli utenti) si aggiungono spesso malfunzionamenti degli impianti dell’aria condizionata.

LA SITUAZIONE 

Il crollo quasi verticale del servizio ha portato l’offerta di servizio della metro B al livello più basso registrato negli ultimi anni. Inferiore addirittura a quello che ha caratterizzato il periodo del lockdown, quando il trasporto pubblico era stato limitato dalla stessa amministrazione comunale, proprio a causa delle forti restrizioni alla mobilità introdotte nella prima fase della pandemia di Covid. Ad aprile del 2020, infatti, il servizio effettivo è stato pari al 68,8 per cento del programmato. Alla prima riapertura post lockdown, tra giugno e luglio, l’offerta di treni sulla linea B era tornata a pieno regime, toccando quota 100 per cento del servizio programmato medio, per poi procedere con alti e bassi fino ad agosto del 2021. Da allora è scoppiato il caos delle manutenzioni, che l’ultima amministrazione capitolina aveva rinviato per troppo tempo, e la metro B si è trovata a dover assicurare il servizio con un numero sempre maggiore di treni fuori uso per essere sottoposti a revisione. E per non lasciare le flotte completamente sguarnite è stato necessario anche un intervento del ministero dei Trasporti, che ha approvato una proroga di 12 mesi sulle scadenze della manutenzione.

 

LE STRUTTURE

Se il servizio avanza a fatica, è anche a causa dei problemi delle stazioni. Dopo la lunghissima chiusura delle fermate Policlinico e Castro Pretorio, le carenze infrastrutturali (acuite anche in questo caso da anni di mancata manutenzione) hanno continuato a colpire tutta la linea B. Da alcuni giorni è off-limits la stazione di viale Libia, sulla diramazione B1 (inaugurata da appena dieci anni), a causa di «lavorazioni sulle scale mobili». Ma su quasi tutta la metro B gli impianti sono spesso vicini alla data prevista per la sostituzione completa. Entro giugno, si concluderanno i lavori di sostituzione delle ultime scale mobili nella stazione Bologna (dove è chiuso anche il cancello di accesso in viale delle Provincie) e quelli delle prime due di Tiburtina. Inaccessibile alle persone con disabilità, oltre a Bologna, c’è anche la fermata Quintiliani, mentre hanno scale mobili o ascensori fermi anche le stazioni Garbatella, Piramide, Termini, Rebibbia, Annibaliano e Jonio.
 

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