Roma, lavori infiniti sulla metro A: Barberini riapre a Natale

Lunedì 9 Settembre 2019 di Fabio Rossi
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La stazione di Barberini chiusa

I lavori di manutenzione straordinaria sono iniziati, anche se solo parzialmente, grazie al progressivo dissequestro delle strutture da parte della Procura, su disposizione del pm Francesco Dall'Olio che segue l'inchiesta. Ma sui tempi di riapertura della stazione Barberini della metro A - chiusa dal 23 marzo a causa del cedimento di una scala mobile, per fortuna senza feriti - non c'è ancora alcuna certezza. Anzi, la ripresa del servizio per i passeggeri rischia di andare oltre novembre, ultima data ipotizzata, per avvicinarsi a Natale e superare così il record negativo della fermata di piazza della Repubblica, rimasta off-limits per otto mesi.

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LE INCERTEZZE
Il cronoprogramma stilato con la Otis, che si occupa dei lavori, prevedeva che la prima coppia di scale mobili ristrutturate venga consegnata a fine settembre. Poi, a fine ottobre, dovrebbero finire i lavori sulla seconda scala. E a quel punto, dopo i collaudi dei tecnici dell'Ustif (l'ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture), la fermata potrebbe tornare ad accogliere gli utenti del trasporto pubblico. Pur senza la terza scala, quella incidentata, che secondo i programmi dovrebbe essere interamente sostituita a fermata aperta: quindi a dicembre, visto che servono otto settimane lavorative per realizzare questo tipo di intervento. Ma tra dissequestri parziali, difficoltà a trovare i pezzi di ricambio necessari e tempi lunghi per i collaudi, l'intera riapertura potrebbe slittare all'ultimo mese dell'anno.
I DANNI
Tutto ciò mentre giorno dopo giorno si allunga la lista dei danni per i commercianti della zona, che ne chiederanno conto al Campidoglio. Un intero quartiere, infatti, è tagliato fuori dal circuito del centro storico: quattro arterie importantissime come via Barberini, via Veneto, via del Tritone e via delle Quattro Fontane, e tutte le strade minori lì intorno. I danni subiti fino a oggi dalle imprese dell'area interessata ammontano ad almeno un milione di euro, anche se la cifra potrebbe aumentare nel tempo, persi a causa di un calo medio del giro d'affari «del 30 per cento», rispetto al fatturato abituale, con rischi anche per l'occupazione.
LE PROTESTE
Per questo gli esercizi dell'area hanno fatto fronte comune: a giugno era partita una lettera di intimazione e messa in mora, rivolta a Campidoglio e Atac, per sottolineare «il gravissimo disservizio arrecato per la chiusura della stazione della metro A Barberini, che sta creando ingentissimi danni agli esercenti». La municipalizzata nel frattempo ha risposto, ipotizzando i tempi necessari per la fine dei rilievi nella stazione e i lavori per la riapertura, ma dall'amministrazione comunale non sono arrivati riscontri. Probabile, quindi, che la causa per i risarcimenti venga portata avanti contro Palazzo Senatorio. D'altronde è durata più di otto mesi la chiusura della stazione di piazza della Repubblica da quando, lo scorso 23 ottobre, una scala mobile della fermata ha ceduto provocando decine di feriti tra i tifosi del Cska Mosca. E le prospettive per Barberini non sembrano migliori.

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