Tivoli, sedava i pazienti in ospedale e poi ne abusava: medico agli arresti domiciliari

Sabato 22 Febbraio 2020 di Fulvio Ventura
Tivoli, sedava i pazienti in ospedale e poi ne abusava: medico arrestato

Toccava i pazienti mentre erano sedati, un medico dell’ospedale di Tivoli è ai domiciliari per violenza sessuale. Gli agenti del commissariato tiburtino hanno ricostruito numerosi episodi avvenuti negli ultimi mesi e poche ore fa sono scattate le manette. La modalità delle violenze, stando ai risultati delle indagini condotte dai poliziotti del pool antiviolenza guidato dall’ispettore superiore Davide Sinibaldi, era sempre la stessa. Il medico, dopo aver sedato parzialmente i pazienti per poter eseguire degli esami specialistici, toccava le parti intime delle vittime, tutti uomini. Uno di loro, su cui forse l’anestesia aveva avuto un effetto minore, si è accorto dell’accaduto e si è rivolto al commissariato tiburtino, diretto dal primo dirigente Paola Di Corpo, per raccontare il fatto. Le successive indagini hanno permesso di scoprire altri episodi analoghi. Il gip Aldo Morgigni ha poi disposto gli arresti domiciliari.

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«Mi serve una puntura». Il 70nne molesta la dottoressa: condannato Aggressione al Pronto soccorso, poi i parenti di un paziente entrano in sala operatoria: bloccato l'intervento in corso «Le indagini – spiega il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto - hanno consentito di individuare le vittime che sono state già ascoltate nei giorni passati. Va dato atto della professionalità e abnegazione del personale della Polizia di Stato che ha acquisito d’iniziativa la notizia di reato e che ha svolto approfondite indagini consentendo di interrompere l’attività criminosa». L’Asl Roma 5 di Tivoli sta già lavorando per la sospensione e l’allontanamento del medico dal rapporto con l’utenza. «Nel ringraziare le forze dell’ordine e magistratura per il lavoro svolto – commenta in una nota il direttore generale della Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito - l’Azienda conferma la piena collaborazione. Stiamo già assumendo tutti i provvedimenti del caso per sospendere il soggetto dalla attività ed allontanarlo dal rapporto con l’utenza, e - pur in attesa della definizione dell’attività giudiziaria - preannuncio la volontà dell’Azienda da me rappresentata di costituirsi parte civile. Quanto emerso - se confermato - è un fatto gravissimo che va condannato senza riserve. Il nostro primo pensiero va alle presunte vittime. Nella nostra Azienda ci sono ottimi operatori e le azioni di una sola persona - sempre qualora confermate - non devono minare la fiducia dei cittadini verso l’Istituzione».

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