ROMA

Roma, molestie e massaggi "hot" alle pazienti invece dei trattamenti estetici: medico dell'Olgiata condannato a due anni

Mercoledì 26 Giugno 2019 di Adelaide Pierucci

Accarezzamenti lascivi e sconvenienti al posto di stimolazioni sciogligrasso. La rivisitazione di un massaggio drenante a un medico estetico con studio a ridosso dell’Olgiata è costata la condanna a due anni di carcere, con relativa sospensione dalla professione. Giuseppe D., il medico "focoso", avrebbe spinto la paziente impegnata in una seduta di agopuntura a togliere gli slip per sottoporsi contemporaneamente a una seduta di linfodrenaggio, per l’occasione offerto. La situazione, però, sarebbe subito precipitata. E quando la donna, una quarantenne sposata con un commercialista e madre di due bambine, ha protestato il medico si sarebbe anche indignato per essersi sentito «offeso più come uomo che come medico».

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Per accertare le responsabilità del medico a palazzo di giustizia sono stati impiegati otto anni. Nel frattempo il medico che sponsorizza pacchetti in offerta su Groupon per i suoi studi medici sulla Cassia e in viale Marconi ha continuato a esercitare. La stessa vittima che con la denuncia ha portato alla condanna dello specialista aveva acquistato un pacchetto di massaggi nella primavera del 2011 sul noto sito di acquisti. Nella prima seduta, a maggio, come ha scritto nella denuncia presentata ai carabinieri, si era svolto tutto regolarmente. Nell’appuntamento successivo, i primi di giugno, invece i massaggi si sono trasformati in palpeggiamenti. 
 
«Mi è sembrata più una visita ginecologica», ha dichiarato la donna di fronte alla corte, «sono scappata via e mi sono subito confidata con un’amica e con mio marito. E’ stato uno choc». Il racconto è stato ritenuto veritiero, tanto che il pm Vittorio Pilla aveva chiesto una condanna a 5 anni di carcere per il medico. Per il professionista invece si sarebbe trattato solo di un fraintendimento, mentre l’avvocato di parte civile, Lorenzo Contucci, ha ritenuto che la stimolazione manuale fosse solo un alibi per molestare la malcapitata di turno. «Il medico si è spinto oltre», è stata la ricostruzione della procura che ha contestato il reato di violenza sessuale, anche se fuori dalle ipotesi di maggiore gravità. A rendere traballante la convinzione con la quale il medico ha respinto le accuse il racconto concordante della paziente molestata e delle amiche a cui aveva subito raccontato lo spiacevole episodio. Tanto che una di loro, fingendosi l’amica vittima, aveva scritto un post su facebook in cerca di altre pazienti importunate incappando in un’altra malcapitata che però, ha raccontato le molestie subite, pur avendo scelto di non denunciare. 

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