Roma, medici nei guai per il concorso: «Svelate le tracce dell'esame, test pilotato»

Mercoledì 26 Febbraio 2020 di Valentina Errante
Gli studenti arrivati a Roma per il concorso
Gli esami sarebbero stati truccati. E non in occasione di una prova qualsiasi, ma per un concorso pubblico del 2017 che riguardava la nomina a dirigente medico. Per i carabinieri del Ros e la procura di Roma, il test è stato pilotato. Adesso, a rischiare il processo, con l'ipotesi di rivelazione del segreto d'ufficio, sono due professionisti romani. Un docente dell' università La Sapienza, Pier Luigi Palazzetti, componente della commissione del concorso, e una delle giovani che aspiravano all'incarico, che le avrebbe garantito uno stipendio più alto, Federica Brosio. Agli atti ci sono le intercettazioni e l'esito in graduatoria, che vede la donna vincitrice. I pm hanno chiuso le indagini, atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

Per gli inquirenti, uno dei due medici, che ha fatto parte della commissione di concorso per la selezione di un dirigente medico (settore ostetricia e ginecologia), avrebbe procurato un indebito «profitto patrimoniale» alla collega. Per garantirle l'inserimento utile in graduatoria, avrebbe girato alla candidata «illegittimamente argomenti delle prove di esami, posizioni in graduatoria prima della sua redazione ed approvazione», che dovevano rimanere segrete. La vicenda è emersa per caso. Le conversazioni che avvalorano la tesi dei pm sarebbero state ascoltate dai carabinieri a febbraio 2017, durante un'attività di indagine della Dda di Roma su altri fatti, che nulla hanno a che vedere con l'indagine sui due medici.

Le notizie riservate, che per la procura avrebbero costituito l'oggetto dell'illecita rivelazione, riguardavano il «concorso pubblico per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato presso l'Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini di un posto di dirigente medico nella disciplina di ostetricia e ginecologia (da destinare al settore del day hospital e day surgery»). Il bando risaliva al 2015.
Era il 16 febbraio 2017, quando il primario «anticipava e inviava» alla candidata «una rosa di argomenti da studiare articolata su dodici argomenti per la prova pratica ed orale». La Brosio, a sua volta girava il materiale a un'altra candidata. Non solo Palazzetti anticipava alla dottoressa anche che si sarebbe collocata in terza o quarta posizione in graduatoria, per potere essere assunta al Grassi di Ostia. «Offerta - si legge nel capo di imputazione che la donna rifiutava facendosi collocare quarta per potere essere assunta al San Camillo Forlanini». L'esito finale del concorso confermerebbe quanto emerso dalle intercettazioni.
Il San Camillo precisa, però, che i due professionisti indagati non hanno rapporti con l'azienda ospedaliera, che non aveva nulla a che fare neppure con il concorso.

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