Matteo Taglienti, l'autista alla guida dell'auto che lo ha investito sul monopattino era positivo alla droga

Il ventiduenne alla guida dell’auto era sotto l’effetto di cannabis e alcolici

Matteo Taglienti, l'autista alla guida dell'auto che lo ha investito era positivo alla droga
di Valeria Di Corrado
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Martedì 10 Maggio 2022, 22:44 - Ultimo aggiornamento: 22:47

Si aggrava la posizione di Federico, il cameriere di 22 anni residente a Fara Sabina, che nella tarda serata di domenica scorso ha travolto e ucciso a un incrocio di via Tor di Quinto Matteo Taglienti, un militare di 24 anni che stava tornando in caserma sul suo monopattino. Il giovane, indagato per omicidio stradale dalla Procura di Roma, è risultato infatti positivo agli esami tossicologici: avrebbe bevuto degli alcolici e fatto uso di cannabis prima di mettersi alla guida, con la fidanzata di 17 anni seduta a fianco a lui. Questo è il primo riscontro acquisito dagli inquirenti sulla base di alcol-test e drug-test a cui Federico è stato sottoposto nell’ospedale Sant’Andrea, dove era stato portato subito dopo l’incidente in stato di choc. Le percentuali di queste sostanze presenti nel sangue dovranno essere vagliate.

Esame autoptico

Ieri il pm ha conferito al medico legale dell’Università Cattolica l’incarico di eseguire l’autopsia, prevista per oggi. Subito dopo la salma potrà essere restituita alla famiglia per i funerali, che si svolgeranno a Monte San Giovanni Campano (in provincia di Frosinone), il paese natio di Matteo. «È una tragedia, la famiglia è affranta - racconta l’avvocato Pietro Pace - Era un ragazzo rispettato e amato sia nel suo paese che nell’Esercito. Morire così fa tanta rabbia. Chi ha causato questa tragedia ne risponderà. Gli accertamenti sono ancora in corso».

La dinamica

Non è chiaro se il soldato fosse fermo al semaforo o se stesse sul marciapiede in attesa di attraversare, quel che è certo è che la Sandero lo ha centrato in pieno, facendolo volare alcuni metri più avanti al centro della carreggiata, prima di finire sul marciapiede, abbattendo la palina del semaforo pedonale. Uno scenario sconfortante quello che si è spalancato davanti agli occhi degli agenti del III Gruppo Nomentano della Polizia locale arrivati per i rilievi di rito: il monopattino accartocciato, sangue sull’asfalto, il 24enne che non dava segni di vita.

I caschi bianchi hanno preso a verbale il giovane indagato e acquisito le immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza poste in prossimità dell’incrocio di immissione dall’edificio dei Lancieri a viale Tor di Quinto, e quelle delle vicine caserme Salvo D’Acquisto dei carabinieri e della Squadra a cavallo della polizia, anche per focalizzare su quale colore fosse posizionato il semaforo per la Sandero, che procedeva verso fuori Roma. Una delle ipotesi battute dagli inquirenti è che Federico - assistito dall’avvocato Antonio Aquilini - possa avere perso, a un certo punto, il controllo dell’auto, non accennando manovre per evitare la vittima. La velocità potrebbe essere stata una concausa, insieme all’uso di alcol e cannabis.

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Il codice della strada

Mattero era tornato a Monte San Giovanni Campano per pranzare insieme ai genitori e alla sorella in occasione della festa della mamma e presentare la sua fidanzata. Poche ore dopo è morto, travolto e ucciso mentre era sul monopattino a Roma, dove svolgeva la sua attività di militare nell’esercito italiano presso l’VIII Reggimento Lancieri di Montebello. Ora sarà battaglie legale sulla contestazione delle reciproche violazioni al codice della strada: il monopattino, per esempio, non può circolare sul marciapiede se non condotto a mano e al buio è obbligatorio l’uso di gilet o bretelle riflettenti. 

 

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