Massimo Popolizio, pugno a un uomo perché «si era abbassato la mascherina per soffiarsi il naso»: va a processo

Il caso a Roma: lesioni al bulbo oculare a un 53enne, giudicate guaribili in 15 giorni.

Massimo Popolizio, pugno a un uomo perché «si era abbassato la mascherina per soffiarsi il naso»: va a processo
di Giuseppe Scarpa
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Martedì 22 Marzo 2022, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 23:10

Una discussione animata degenerata in un’aggressione. Al centro del battibecco una mascherina sfilata per soffiarsi il naso in un mercato. Un gesto ritenuto inaccettabile, in tempi di pandemia, dall’attore genovese Massimo Popolizio. L’artista 60enne ha perso le staffe, è andato su tutte le furie e ha colpito una persona. Gli ha sferrato un pugno in pieno viso. La vittima ha barcollato, colpita all’occhio. L’uomo a stento ha capito cosa stesse succedendo. Poi, però, ha deciso di denunciare l’artista che l’aveva colpito violentemente il 23 gennaio del 2021 in un mercatino dell’usato. Popolizio adesso dovrà difendersi a processo dall’accusa di lesioni personali. 

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IL PROCESSO

La prima udienza è fissata per il 17 giugno di fronte al giudice di pace. La prognosi di quindici giorni, non eccessivamente grave, ha evitato all’artista di doversi sedere in tribunale davanti al giudice ordinario.
È il 23 gennaio del 2021. In un mercatino dell’usato in via Sebastiano Grandis, accade l’imponderabile. Un uomo ha il raffreddore. Si abbassa la mascherina e si soffia il naso. Popolizio vede la scena - come emerge nel capo d’imputazione - e rimprovera l’uomo. Di rimando la persona che aveva ritenuto legittimo abbassarsi la Ffp2 e soffiarsi il naso lo invita, educatamente, a farsi i fatti suoi. La vicenda però non si conclude così. Ne nasce un battibecco infinito. Una discussione che pian piano degenera. 
Non è chiaro - emergerà durante il dibattimento - in che fase Popolizio decide di avventarsi sulla vittima. Quest’ultimo era però voltato di spalle quando ha incassato il destro da parte dell’attore 60enne che, dopo l’acceso diverbio, si era parecchio arrabbiato fino a perdere le staffe. Così si legge nel decreto di citazione diretta a giudizio, che in poche righe sintetizza quanto accaduto poco più di un anno fa: «Lesioni personali a seguito di una discussione sorta all’interno del mercato dell’usato - si legge nelle carte - la vittima per essersi abbassata la mascherina per soffiarsi il naso» veniva aggredita da Popolizio «alle spalle, all’esterno dei locali del mercatino con un pugno al volto cagionandogli una “contusione bulbare” giudicata guaribile in quindici giorni»

L’UDIENZA

Adesso l’artista si deve difendere di fronte al giudice di pace. La prima udienza del processo che lo vede coinvolto nella scomoda posizione di imputato è fissata per il 17 giugno. 
Popolizio è un attore, doppiatore e regista. Il suo debutto è datato 1983, nello spettacolo S. Giovanna diretto da Luca Ronconi. Nel 1995 ha vinto il Premio Ubu come miglior attore per gli spettacoli Re Lear di William Shakespeare e Verso Peer Gynt. Lo ha vinto di nuovo nel 2001 per “I due gemelli veneziani” di Carlo Goldoni, e nel 2015 per “Lehman Trilogy”, diretto da Luca Ronconi. Nel 2013 ha recitato per la televisione con “Il clan dei camorristi”. Ha poi recitato, tra gli altri, in “Romanzo criminale”, “Mare nero” e “Mio fratello è figlio unico”, ne “Il divo” di Paolo Sorrentino. Come doppiatore è la voce italiana di Lord Voldemort nella saga dei film di Harry Potter, di Tom Cruise in Eyes Wide Shut. 

 

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