ROMA

Coronavirus Roma, mascherine inutili e finti disinfettanti ora indaga la Procura

Sabato 14 Marzo 2020 di Michela Allegri
Un uomo indossa la mascherina in via Nazionale
Mascherine esaurite in ogni farmacia, disinfettanti per mani e per superfici diventati merce rarissima. In tempi di emergenza coronavirus la truffa è dietro l’angolo. Tanto che la Procura di Roma ha avviato accertamenti per verificare in quali farmacie, supermercati, o negozi online i prezzi di questi accessori sanitari, praticamente introvabili, siano aumentati a dismisura. I controlli sono stati delegati ai carabinieri del Nas, che hanno già iniziato verifiche a tappeto e in questi giorni sono impegnati anche nella distribuzione di tamponi e in servizi di prevenzione.

Dai primi accertamenti è emerso di tutto: finti grossisti di mascherine che “spacciano” accessori inutilizzabili senza rispettare nemmeno i divieti imposti dal governo, pseudofarmacisti che mettono in vendita unguenti presentati come miracolosi, mentre in realtà si trattava di prodotti inutili e fabbricati in modo totalmente abusivi. O ancora: in certi casi i pochi accessori rimasti sarebbero stati messi in vendita a prezzi maggiorati. Per non parlare del web, dove il costo dei prodotti sanitari - soprattutto gel e mascherine - ha subìto un’impennata clamorosa. 
 
Ora, gli inquirenti sono al lavoro per smascherare i “furbetti” dell’emergenza: verranno tutti denunciati in procura. Rischiano l’accusa di truffa e, in alcuni casi, anche quella di rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato. Un reato che punisce chi abbia divulgato notizie false, esagerate o tendenziose, in un clima già esasperato dall’emergenza, in modo da provocare un aumento del prezzo delle merci.

La pena prevista, in caso di condanna, è la reclusione fino a tre anni e una multa che può andare da 516 a 25.822 euro. Ma non è tutto: se l’aumento del prezzo delle merci si è effettivamente verificato, le pene posso anche essere aumentate. Oltre ai controlli sull’impennata dei prezzi, il Nas di Roma si sta occupando anche di verificare che gli esercizi commerciali rimasti aperti rispettino le prescrizioni imposte dal decreto varato dal governo per affrontare l’emergenza: chiusura di bar, ristoranti e negozi che non vendano materie di prime necessità, assenza di assembramenti all’interno degli esercizi, distanza di almeno un metro tra le persone. Ma nei giorni del panico generalizzato è sempre più facile venire raggirati.
 
Il rischio è quello di comprare a carissimo prezzo prodotti assolutamente inutili, o efficienti tanto quanto quelli che potrebbero essere realizzati a casa, come le mascherine, grazie ai tutorial che impazzano sul web. Praticamente tutte le farmacie di Roma (730 a Roma, cui si aggiungono le 46 di Farmacap) hanno finito le scorte. Risultato? Ci sono sempre più persone in cerca di mascherine chirurgiche - quelle usate in sala operatoria, utili per trattenere goccioline di saliva e sudore -, oppure di Ffp2 e Ffp3, che hanno una capacità di filtraggio molto più forte. Persone delle quali è diventato facile approfittarsi, facendo leva sulla paura. L’aumento di costi - considerando l’esaurimento delle scorte - è sotto gli occhi di tutti: l’Ordine dei farmacisti di Roma sottolinea che le mascherine chirurgiche da 30 centesimi l’una sono passate a 2,5 euro.

Mentre le Ffp2 e le Ffp3 da 8,59 l’una arrivano a costare anche 50 o 60 euro. Il prezzo maggiorato per il cliente deriva, appunto, dall’aumento di costo per i rivenditori. Ed è proprio su questo che si concentreranno gli investigatori. Non si tratta degli unici reati legati all’emergenza coronavirus. Nei giorni scorsi ci sono stati centinaia di migliaia di controlli sul rispetto delle direttive contenute nel decreto del governo. E le denunce sono state tante. Le verifiche in tutto il Paese sono state 13.584. Mentre si contano 4.275 denunce per inosservanza ai provvedimenti dell’autorità e altre 68 per falsa attestazione. Gli esercizi commerciali sanzionati sono stati 369. © RIPRODUZIONE RISERVATA